Se si legge Juve-Roma prima durante e dopo si capisce perché la Signora vince e gli altri no. Rosicano.
Non c'è da reclamare compensazioni, appellarsi ad aiutini, recriminare su venti minuti giocati alla pari, insinuare circa fantomatici "sistemi". La Juve vince perché è la più forte, sul campo. È un gruppo di persone che
lavora con dedizione, spirito di abnegazione, con consapevolezza delle proprie debolezze e con l'umiltà dei propri punti di forza. Gli altri, anche se tecnicamente alla pari o superiori, perdono perché non hanno questi ingredienti.
Il prima è cominciato con De Rossi qualche settimana addietro aveva affermato che «
La Juve è una squadra di fenomeni e dista solo tre punti. Se domani ci fosse Juve-Napoli, tiferei per il Napoli. Non siamo stati danneggiati, ma chi ci sta davanti in un momento particolare è stato fortunato con gli arbitri. Alcuni episodi che ci possono stare in un campionato, episodi che si pareggiano nell'arco di una stagione. E noi aspettiamo di pareggiarli». Messaggi al sistema?
Poi venne il Corriere dello Sport che accese la sfida con le parole di Turone sbattute in prima pagina: “
Turone accende la supersfida «La Juve ha sempre l'aiutino»”. Giornalismo degno della considerazione di cui gode all'estero.
Ci fu da ultimo
er pupone che in un'intervista a Il Messaggero così ebbe modo di esprimersi: “
«La differenza tra noi e la Juve è che loro si conoscono da più tempo, e poi hanno vinto e le vittorie ti aiutano a crescere. E chiunque arriva alla Juve sa che deve vincere. E sa che lì, in un modo o nell’altro, vince». Cioè? «Una volta (2005, ndr) ho detto che contro la Juve si gioca sempre 11 contro 14 e mi hanno deferito...». Le cose sono cambiate? «Qualche aiutino ce l’hanno sempre: l’evidenza è quella c’è poco da fare». Volontario o involontario? «Involontario, spero. Ma dopo una, due, dieci volte devi stare sempre attento...».
Conte, non volendo alimentare tensioni pre-gara, interpellato su queste ultime dichiarazioni del capitano giallorosso, sull'insinuazione che “anche questa Juve riceva aiutini” ha risposto: «
Ma sai, già potrei obiettare sull'anche... Guarda, la prendo sul ridere perché è giusto che quando ci sono chiacchiere da bar, da tifosi, bisogna prenderla sul ridere e prenderla in maniera molto serena. Io dico che non ci sono delle risposte da dare a chi fa queste affermazioni. Anzi, io insegno ai calciatori, a chi lavora con me, a chi mi frequenta, che le risposte vanno date sempre sul campo, perché il campo rende giustizia sempre a tutto e a tutti. E dico che in due anni e mezzo il campo ha reso giustizia alla squadra più forte, in maniera anche molto netta e clamorosa alcune volte». E la risposta del campo ha tramortito Totti, De Rossi, De Sanctis e compagnia insinuante.
Durante ha parlato il campo appunto, in modo anche molto chiaro. Non sto qui a rivendicare sul mancato rigore per fallo di mano di Dodò non assegnato alla Juve (eravamo sull'1-0), non voglio neanche ricordare un certo intervento a palla lontana di qualche romanista, sorvolo pure sull'ammonizione rifilata a Tevez. E come se non bastasse non insisto neanche sulla giustezza delle due espulsioni giallorosse (e discorso a parte meriterebbe la lucidità del difensore che in inferiorità numerica para a braccia alte facendosi espellere concedendo il rigore e due uomini di vantaggio all'avversario già in avanti per 2-0). Depurata da questi "episodi", e sperando che anche per il tifosi giallorossi non ce ne sono di dubbi a sfavore dei giallorossi, è apparso evidente che se Madama vince è solo ed esclusivamente per meriti propri e non per gli aiutini, le compensazioni, er go' de Turone o il sistema.
Dopo. Prima spavaldi sui giornali, poi sfrontati in campo e infine sfacciati nel dopopartita. Il tecnico giallorosso cercando di salvare i venti minuti iniziali, nei quali la partita è stata in bilico anche per meriti della Roma (meriti che noi riconosciamo), è comunque scivolato sull'asserzione che i giallorossi avrebbero meritato il vantaggio per la prima vera occasione della partita (rimasta unica per gli ospiti) e che l'1-0 sarebbe frutto di cinismo. Garcìa ha cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, forse perché ha capito l'ambiente nel quale si è ritrovato.
Meno diplomatico è stato il portiere dei capitolini. De Sanctis ha avuto l'ardire di dichiarare quanto segue: «
Riconosciamo tutti la forza della Juventus, ma come ho già detto in settimana è il sistema che la rende ancora più forte. Anche lo stadio è un vantaggio, che conserveranno per almeno 6-7 anni, ed è un frutto del sistema, oltre che della bravura dei dirigenti. Ma qui se qualcuno dice qualcosa che va contro il sistema Juve viene accusato di fare chiacchiere da bar. Ma così potrebbe parlare solo chi vince». C'è da commentare? Spero abbia modo di rivedere la partita e riascoltarsi. Volendo anche lui potrebbe capire perché chi fa queste dichiarazioni non ha mai vinto e non vince. C'è chi parla sul campo.
Il dopo finisce qui, purtroppo. Non mi dispiacerebbe che, al di là del 3-0 del campo, in casa bianconera la dirigenza desse quel colpo di coda utile a tutelare il decoro della Juventus da tutto quello che dall'ambiente romanista ci è stato riversato addosso in queste settimane. Non potendo confidare nell'autonoma azione della giustizia sportiva, sempre pronta in questi casi a insabbiare e prescrivere,
non sarebbe cosa sgradita un esposto di parte agli organi federali e una risposta chiara ai media che hanno alimentato le insinuazioni.
Qualcuno deve pur ricordare a Palazzi che le parole di tutti i protagonisti gialorossi sono da deferimento immediato.
Se la Roma ha perso così sonoramente a Torino lo deve ai suoi capitani coraggiosi, a cominciare da Totti e De Rossi e finendo a Castan e De Sanctis. Senza dimenticare che nel mezzo Garcìa non ha saputo (e forse voluto) moderare l'ambiente.
Vedremo se e come a Trigoria continueranno a giocare a parole questa partita. Il campo, purtroppo per loro, ha emesso una ben motivata sentenza.
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