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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di L. BASSO del 09/01/2014 11:09:05
Chi studia da Pirlo?

 

Nella giornata di ieri, eclissata mediaticamente dalla notizia del giorno, l'arrivo di Honda al Milan, parrebbe, si dice, sembrerebbe che a pochi metri dal mio ufficio, laddove si tracciano le linee del futuro a tinte bianconere, valsi a dire nella sede di Corso Galfer, si siano buttate le basi per il prolungamento del contratto a "Magic" Pirlo.

Tenendo da parte le mie considerazioni di esperto della domenica sull'operazione che ha portato il talento del Sol Levante a Milano (a proposito... come da copione, il nostro eroe dice che da bambino aveva fatto un tema a scuola dove si vedeva con la maglia numero 10 del Milan... non mi stancherò mai di ripeterlo, il giorno che vedrò un giocatore dire in conferenza stampa "venire qui o in un'altra squadra a me fottesega, è che qua mi davano una paccata di soldi", beh, per me quel giocatore diventerà istantaneamente un idolo. Perchè sarebbe un po' ora di finirla con questa storia dei sogni da bambino che di volta in volta si aggiornano e cambiano colori. Mamme, se avete un figlio che ama giocare a pallone, non gli date la peperonata prima di andare a letto! voglio dire la mia sulla vicenda Pirlo.

Quando anni fa una mia amica di Facebook segnalò la notizia in anteprima, il mio commento a botta calda fu "Pirlo?? Nooooooooooooo" con tante di quelle "O" da intasare la pagina del social network.
Non perchè fossi pazzo, e non ero nemmeno ubriaco, nonostante provenga da una terra dove il Dio Bacco ha trovato da sempre consoni templi e fedeli adoratori, ma perchè confermava (e conferma tuttora) una sciagurata tendenza del calcio italiota.

Sgombriamo il campo da ogni possibile fraintendimento: colui che è sempre più il clone con i tacchetti di Chuck Norris ha avuto una parte fondamentale nella rinascita della Juve. La sua mano (pardon, il suo piede) nei due scudetti vinti e nella corsa verso il possibile terzo si sente tutta, e sarei scemo a negarlo.
Il mio nooooooooo era per un concetto più a lunga scadenza. Pirlo non è eterno (Chuck Norris sì, ecco la differenza!) e prima o poi andrà sostituito. Le voci sul nuovo contratto parlano di un biennale con opzione per il terzo anno, e sono abbastanza sicuro che Andrea per due campionati possa dispensare ancora grande calcio sui campi di mezzo mondo.

L'errore, però, è quello (tutto italiano) di non vedere al di là del proprio naso. E' stato fatto all'epoca e può ripetersi adesso.
Abbiamo preso Pirlo per un piatto di lenticchie. Bene, bravi, sette più. Ma poi?
Sarebbe stata buona, anzi buonissima cosa procurarsi un giovane senza pretese da primadonna, in grado di mettersi lì e "studiare da Pirlo" (qualcuno ha detto Verratti?) facendosi magari le partite di Coppa Italia, entrando in campo quando l'avversario permetteva esperimenti, in modo da farsi trovare già pronto quando Pirlo avrebbe dovuto, poco alla volta, farsi da parte.
Qualcuno mi dirà "sì, abbiamo preso Pogba!"
Giusto. Ma sbagliato.

Pogba è stato un colpo di c... ehm... di mercato di quelli che si fanno una volta sola nella vita, ma non è e non sarà mai un vice-Pirlo. Parliamo di un altro tipo di giocatore, uno che ha il fisico per fare a sportellate se serve ma anche piedi sopraffini. Se dobbiamo per forza fare paragoni lo avvicinerei più a un Vieira, ma non è un "geometra" del centrocampo. Come non lo è Marchisio, non lo è Vidal, non lo è Giovinco o altri.

Accontentarsi del rinnovo di Pirlo per altri due anni (al quale comunque faccio i miei migliori auguri e chiedo di portarci al terzo e -perchè no?- al quarto e al quinto scudetto consecutivi) sarebbe poco oculato, ancorchè perfettamente in tema con la mentalità di mercato tutta italiana.

All'altro Andrea, quello che siede dietro la scrivania, chiedo un piccolo, piccolo ulteriore sforzo. Sguinzaglia Marotta e Paratici per tutto l'Orbe terracqueo alla ricerca di un ragazzino dai piedi buoni e dalla buona visione di gioco, e portalo a Torino. Poi lo facciamo sedere lì e gli diciamo "Vedi quel signore lì con la barba? No, non è Walker Texas Ranger, anche se gli assomiglia. Ora tu ti metti qui e lo guardi giocare per tutto un campionato, un campionato e mezzo. E ogni paio di mesi ti mettiamo in campo a vedere cos'hai imparato da lui"
Perchè non possiamo sperare che -per dire un nome- tra un paio d'anni in Spagna impazziscano tutti e ci regalino a parametro zero un Iniesta o uno Xabi Alonso (mia moglie, a proposito di quest'ultimo, sostiene che io mi svegli ancora nelle notti estive urlando "nooo Poulsen nooooo....").

In fondo basterebbe poco. Anni fa due emissari di una squadra volarono dall'altra parte del mondo a vedere un ragazzino talentuoso ma malaticcio. Portarono lui e la famiglia in Europa e lo curarono.
E adesso è il più forte calciatore del mondo. (No, super-Mario, non parlavo di te... no no, te l'assicuro... era riferito a Messi...)
Non possiamo riuscirci anche noi?


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