Come ogni mattina, arrivato al lavoro, mi siedo al pc ed apro il mio browser e, tra le varie pagine impostate, c'è quella di Facebook.
Sulla bacheca del social network di Zuckerberg mi appare un inquietante link dal Corriere dello Sport: "SERIE A Juve, i bianconeri soffrono col Como"(
Link) Complice l'ora mattutina ed il freddo che inibisce un pochino i neuroni, comincio a sacramentare per essermi dimenticato del turno infrasettimanale di serie A, per essermi dimenticato di postare la squadra per il Fantacalcio, per la nostra stramaledetta abitudine a complicarci la vita con le squadre "piccole", tipo il Como, appunto, che si trova... no... aspetta... il Como non è in Serie A...
Il primo neurone comincia a svegliarsi, appena in tempo per evitare che le mie geremiadi provochino l'entrata nel mio ufficio di un signore di colore che assomiglia a Morgan Freeman vestito in smoking bianco (cit. cinematografica) che viene a rimproverarmi per il mio linguaggio non propriamente "politically correct"; mi viene in mente che il Como attualmente milita in Lega Pro... quindi difficilmente può incontrare la Juve in una giornata di campionato di Serie A...
Apro il link e i dubbi sulla mia sanità mentale si dissolvono all'istante: macchè turno infrasettimanale! In mezzo a noiose immagini-banner di uomini nudi che passano dal fisico di Homer Simpson a quello di Lou Ferrigno grazie a qualche prodotto miracoloso (che non si farebbe per qualche spicciolo!) scopro la "notizia".
E la "notizia" è che in una partita amichevole di allenamento a Vinovo la Juve ha vinto di misura col Como per 4 a 3, dopo essere andata in svantaggio. Vittoria di misura e di rimonta, sì, ma non credo proprio si possa parlare di sofferenza per la Vecchia Signora, dal momento che la "sofferenza" va, o dovrebbe andare, a braccetto con l'importanza data all'impegno. Senza nulla togliere alla compagine lombarda, che merita sportivamente lo stesso identico rispetto che si darebbe al Barcelona o al dopolavoro Ferroviario di Terontola, giacchè (nella mia personalissima opinione) chiunque si mette le scarpine e suda su un campo da pallone è prima di tutto uno sportivo indipendentemente dal fatto che per giocare venga pagato milioni di euro o debba litigare con la fidanzata perchè lei voleva uscire, mi viene da pensare che la squadra non abbia preparato questa partita amichevole come una Finale di Coppa.
Vuoi perchè queste partite sono tradizionalmente quelle in cui si mettono dentro le "seconde linee", vuoi perchè sono quelle che ti permettono di fare esperimenti tecnico-tattici, vuoi soprattutto perchè poi, alla domenica, c'è una partita con dei punti in palio che ti aspetta (e perciò, se uno dei miei giocatori si fa male per fare il fenomeno in amichevole, poi gli faccio male io per davvero...) fatto sta che in queste partite non vedi "la vera Juve".
Così come non vedi "il vero Milan", "la vera Roma", "il vero Napoli" e così via.
Intendiamoci: finchè si resta nel mondo degli sfottò da Bar Sport, ci sta tutto. Se la Juve avesse perso, mi aspettavo centinaia di link di scherno con -che so- la Juve umiliata dai bravi manzoniani o affondata nel Lago di Como. E io per primo ammetto che avrei fatto lo stesso per una sconfitta dell'Inter o del Napoli con qualche squadra di categoria inferiore.
Ma che un organo di stampa che fa migliaia e migliaia di copie di tiratura venga a passarmi questa "non notizia" come lo scoop di giornata non mi pare logico. Che poi venga fatto per attirare click sui banner delle pillole dimagranti di cui sopra, o
per continuare a "caricare" l'audience capitolina in vista della prossima partita di Coppa Italia poco conta. Altrimenti mi viene da pensare che il prossimo passo sarà quello del solito "annuncio sensazionale", magari una foto di Conte con l'aria affranta e la didascalia-link "Non potrete mai crederci! Questo è successo ieri a Conte!" come sono solite fare le agenzie di Forex o i rivenditori di farmaci "miracolosi".
Triste destino per il quotidiano fondato, tra gli altri, da un grandissimo uomo di sport (quello vero) come Enzo Ferrari. Se fosse ancora vivo, oggi i suoi mitici occhiali neri gli servirebbero, forse, per nascondere le lacrime.
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