Siamo alle solite.
Premetto che è abbastanza triste dover sempre tornare su certi argomenti e disquisire sulla natura e sulla portata di un insulto piuttosto che di un altro, ma a stare zitti (vigilando e auspicando) poco si ha da guadagnare, lo sappiamo bene.
L'occhio attento (?!?) degli ispettori federali e, quindi, del Giudice sportivo, ha prontamente rilevato e, conseguentemente sanzionato, lo striscione esposto dai tifosi bolognesi in occasione del recente Bologna – Napoli.
“Sarà un piacere quando il Vesuvio farà il suo dovere” (questo il contenuto, neppure particolarmente originale, visto che di striscioni di questo livello e tenore ne abbiamo ormai visti parecchi di simili) vale un turno di squalifica per la curva rossoblu (sanzione sospesa, come da regolamento), essendo chiaramente allusivo e, quindi, a contenuto razzista.
Tutto nella norma? Sì, come è ormai nella norma sanzionare alcune cose e altre no.
Ricorderete tutti il brillante striscione
“Per un caldo Natale brucia un gobbo”, esposto non anni fa (ma il 6 dicembre 2013) e non in uno sperduto campo di periferia, ma proprio a Bologna, in occasione di Bologna – Juventus.
Sanzioni in quel frangente? Manco una,
ca va sans dire. Ispettori distratti? Discriminazione territoriale uno e semplice sfottò l'altro? Fatto sta che, come al solito, quello
contro la Juventus è passato praticamente sotto silenzio nell'indifferenza generale (a parte i forum Juventini), mentre il secondo è stato oggetto di un
battage mediatico ben diverso.
Una storiella alla quale siamo abituati, non è stata certo la prima volta che capita.
E non ci vengano a dire che si possono sanzionare solo insulti razzisti: i cinquemila euro di multa per la parolaccia dei bambini allo Stadium ancora gridano vendetta.
Insultare la Juventus e i suoi tifosi si può, senza conseguenza di sorta. Questo è il messaggio che qualcuno vuol far passare, evidentemente.
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