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Attualità di P. CICCONOFRI del 27/01/2014 08:53:25
Quale è la vittoria dello sport?

 

Il business prevale sulla vera natura del gioco da quando la macchina dei soldi si è completamente impossessata dello sport. Anzi, la vera eccezione è quando lo sport diventa un esempio.

Di esempio parliamo con due episodi che hanno visto protagonista Birindelli, ex giocatore della Juventus e oggi allenatore degli Esordienti del Pisa di cui è anche responsabile del settore giovanile. Qualche settimana fa, senza forse pensare alle conseguenze, ritirò la squadra dal campo perché alcuni genitori litigavano in tribuna. La Figc sanzionò il gesto con la sconfitta a tavolino. Ne abbiamo parlato in un precedente articolo che trovate a questo Link.
Domenica 19 gennaio i giovani giocatori del Pisa hanno rifiutato ti tirare un calcio di rigore che l’arbitro esordiente gli aveva ingiustamente assegnato. “Ho detto ai ragazzi di aiutare l'arbitro e così l'attaccante ha ammesso che non era fallo", le parole di Birindelli sull’episodio.
Gesti importanti che dovrebbero avere il giusto spazio perché sono quelli che educano al rispetto dello sport e dell’avversario ma che non finiscono mai agli onori della cronaca sportiva.

Negli ultimi giorni ha tenuto banco però, raccogliendo tutte le attenzioni mediatiche, l’affare poi sfumato (per il momento almeno) che avrebbe dovuto portare allo scambio tra lo juventino Vucinic e l’interista Guarin. Un aspetto particolare legato alla vicenda è quello che ha coinvolto la ”curva nord” dell’Inter che, con un comunicato e conseguente presidio sotto la sede nerazzurra, aveva espresso totale dissenso all’operazione praticamente conclusa. Sembra che nella decisione di non proseguire in un affare ormai definito, abbia avuto un ruolo importante proprio la contestazione portata avanti dal gruppo ultrà. Tanto che il 23 gennaio, addirittura la Gazzetta dello Sport, ha ospitato il nuovo comunicato del gruppo, in cui con soddisfazione si autocelebravano parlando di “vittoria degli interisti”.

Non sappiamo bene quali siano le reali motivazioni che hanno portato ad annullare l’accordo e che peso hanno avuto le contestazioni del tifo, fatto sta che pensare che una decisione di una società come l’Inter sia stata condizionata e spinta da un gruppo di tifosi fa rabbrividire. Moratti ha pensato bene di giustificarli, facendogli credere di avere potere. Queste le sue parole: “la reazione della gente, che ha le sue idee –giustamente - e che quindi cerca di difendere l’Inter e cerca di salvaguardare il patrimonio dell’Inter …così come cerca di fare il presidente attuale. Son tutti d’accordo, mentre in sottofondo ma ben chiaramente si sentivano insulti di ogni genere rivolti all’attuale dirigenza. (Link).

Due esempi di sport e di diversa attenzione mediatica che lascio giudicare ai lettori. Il primo, trova spazio, ma non clamore su Tuttosport e subito dimenticato; il secondo vive di luce riflessa da giorni di cronaca portata avanti da tutti i palinsesti televisivi e testate sportive che hanno seguito “l’evento” in diretta prestando attenzione agli striscioni di contestazione del tifo, ai loro cori…

Alla luce di quanto esposto, una domanda (retorica) dobbiamo porcela: a questo sport interessa educare o fomentare il tifo?


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