Milanese ed interista, sicuramente come calciatore agli esordi, probabilmente, visto che si dichiara fiero anti-juventino, anche per fede calcistica; allenatore, che attraversa per lo più quattro decenni di calcio italico sempre in provincia e senza nessun particolare acuto; si accoda alla lista dei cosiddetti "fegati scoppiati" che ha avuto un incremento esponenziale da quando Antonio Conte ha riportato la Juve dove le compete per storia e blasone. E' di pochi giorni fa la sua sparata secondo la quale persino la Fiorentina, che ha quindici punti di distacco dalla Juve a metà campionato, sarebbe una squadra con un organico migliore di quello bianconero.
Direte voi: "beh? E che ce ne frega?". Nulla, in verità. Questa uscita abbastanza comica di questo signore "anti" serve solo a chi modestamente scrive per voi, per far notare ancora una volta come nel mondo del calcio italiano alberghino "pensieri", se così li vogliamo chiamare, abbastanza distanti dalla logica e dall'analisi professionale che dovrebbe scaturire da chi il calcio lo vive e lo conosce da sempre; è solo un piccolo esempio di ciò che è rimasto e di ciò che probabilmente rimarrà degli anni tragici della Farsa: un mondo incapace. Incapace professionalmente; incapace intellettualmente; incapace a livello di onesta obiettività. Un mondo in cui è più facile e di maggior effetto, fare la sparata, la polemica e la provocazione piuttosto che l'analisi, la riflessione ed il giusto giudizio che ne dovrebbe scaturire.(
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In fondo è pur sempre una singola opinione che in realtà dovrebbe essere liquidata proprio per quella che è: una stupidaggine proferita più per rancore che non per un'idea formatasi su basi reali; però è anche un qualcosa che da troppo tempo dobbiamo sorbirci, è un qualcosa che si fatica ad accettare in un mondo che si presume dovrebbe essere iperprofessionale. E sinceramente, dopo la tragedia sportiva ed economica del 2006, che ha fatto sprofondare il nostro calcio nella notte della competitività rispetto ai maggiori campionati europei, si sentirebbe, invece, la necessità di recuperare professionalità, competenza ed obiettività ad ogni livello, anche se a parlare fossero mediocri ex allenatori in pensione.
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