Contro William Pianu non si è giunti al sufficiente grado di prova dell’illecito e la squalifica a tre anni e sei mesi comminata dalla Corte di Giustizia Federale è stata cancellata dal TNAS facendo proprie le conclusioni alle quali era arrivata anche la Disciplinare. Masiello aveva chiamato in causa Pisanu indicandolo come il tramite tra i calciatori del Treviso e quelli del Bari per la combine di Bari-Treviso; una chiamata in correità priva di riscontro.
Anche Francesco Caputo ha visto ridursi ad un anno la squalifica per slealtà sportiva. La procura federale aveva chiesto 42 mesi per illecito sportivo. Per il TNAS, l’illecito in Salernitana-Bari c’è stato anche se non si è raggiunto il grado di prova per l’illecito consumato dallo stesso Caputo. Anche in questo caso, oltre alle parole di Masiello, nessun riscontro era stato portato a suffragio delle accuse.
Qualcuno vorrebbe addossare al TNAS la responsabilità, con i suoi sconti di pena, del fallimento dell’inchiesta sul calcioscommesse di Palazzi. In realtà il procuratore ed i suoi collaboratori su cosa hanno poggiato le accuse appoggiato le accuse? Hanno saputo provare gli illeciti e le varie responsabilità?
Da quello che leggiamo, più che affidarsi alle parole di qualche pentito, senza nemmeno pensare di dover dare riscontro a certe accuse, non hanno prodotto niente di convincente. Ricordiamo che stiamo parlando di tribunali sportivi che smentiscono i precedenti gradi di giudizio. Sono 755 i mesi di “sconto” concessi dal TNAS dall’inizio dell’inchiesta. Qualcosa vorrà pur dire…
Resta anche la situazione che i vari atleti, coinvolti in qualche modo nell’inchiesta, hanno vissuto e subito. Gogna mediatica utile solo ad appoggiare teorie fantasiose ed occupare qualche pagina di cronaca sportiva e riabilitazione, che semmai avverrà completamente, avrà comunque fatto perdere mesi o anni di carriera a chi è finito nel calderone dello scandalo.
Vi sembra il modo corretto di tutelare i nostri atleti ed il nostro calcio?
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