Ostinarsi a non accettare una sconfitta non è certo un comportamento esemplare, ben che meno quando questo arriva pubblicamente con annesse recriminazioni e contestazioni da chi il calcio lo vive da protagonista. Sto parlando di Walter Mazzarri, attuale allenatore dell’Inter.
Con l’uscita della sua autobiografia, i riflettori mediatici hanno nuovamente indugiato sulla finale di Pechino della Supercoppa Italiana conquistata dalla Juventus ai danni del Napoli dell’allora allenatore Mazzarri.
Afferma il tecnico toscano:
"La partita è finita undici contro nove e ovviamente i nove eravamo noi, dopo le ingiuste espulsioni di Pandev e Zuniga... Eravamo talmente furibondi che non ci siamo presentati alla premiazione... Un giocatore della Juventus protestava con un guardalinee? Non accadeva nulla. Ha protestato Pandev? Cartellino rosso. Ancora oggi penso che il Napoli non abbia perso quella Supercoppa, mi sarebbe piaciuto rigiocare la finale ad armi pari. Si poteva soccombere, non in quel modo. La disparità di valutazione è stata clamorosa, da lì è nata la scelta, ponderata, di disertare la premiazione. Si era appena toccato il fondo e volevamo che il mondo se ne accorgesse. In quei momenti ho anche pensato di non allenare più"… “Sempre in Cina, a finale archiviata, lo staff tecnico della Juventus voleva far passare il proprio come un successo meritato, ma vorrei ribadire ancora una volta che si vince meritatamente solo undici contro undici. Anche da Conte sono arrivate dichiarazioni ingiuste e inopportune, ma mi è sempre rimasto il dubbio che fossero farina di un sacco altrui, magari di quello del suo ufficio stampa alla ricerca dell’ennesima polemica. Conte è migliore di certe sue parole del passato".Partiamo dall’inizio: se c’è una squadra che è partita svantaggiata, non è il Napoli. La squalifica di Conte per il calcioscommesse, immediatamente esecutiva, arrivò proprio alla vigilia della finale di Supercoppa italiana, con l’ambiente bianconero destabilizzato da giorni di gogna mediatica che avevano fatto emergere strane accuse che coinvolgevano non solo Conte, ma anche Bonucci e Pepe. Nessuno ha mai pensato ad una coincidenza.
Il Napoli ha perso la Supercoppa sul campo, affermare ancora oggi che i partenopei “non hanno perso” sembra proprio un’assurdità. Un po’ come dire di conoscere il risultato ancor prima di giocare. Lo abbiamo visto sabato scorso a Roma contro la Lazio: in 10 contro 11 la Juventus ha rischiato di vincere la partita.
Non merita nemmeno un commento l’accusa rivolta allo staff della Juventus che “voleva far passare il proprio successo come meritato”. Mazzarri voleva forse la coppa a tavolino dopo averla persa sul campo?
E cosa rispondere all’affermazione che solo chi vince 11 contro 11 lo fa meritatamente? Nel calcio esistono delle regole e se vengono violate succede che ne subisci le conseguenze. Sul campo, l’arbitro decide di punire comportamenti scorretti con cartellini gialli o rossi a suo insindacabile giudizio. Anche perché, seguendo il Mazzarri pensiero, si potrebbe tranquillamente affermare che chi vince in superiorità numerica non lo fa meritatamente. Un delirio.
Qualche giorno fa Braschi, in occasione dell’incontro fra dirigenti, capitani e fischietti di serie A, ha affermato, proprio con riferimento alle costanti lamentele di Mazzarri, che: “molti addetti ai lavori non conoscono il regolamento. E questo è un male perché crea disinformazione con proteste sbagliate nella forma e nella sostanza”. Mi duole scriverlo, ma è stato toccato il giusto tasto e condivido l’affermazione del designatore. Si crea disinformazione con proteste sbagliate, come in questo caso, perorare per anni.
Lo sport insegna che bisogna accettare anche le sconfitte. Sarà forse il clima creato intorno alla Juventus a giustificare anche questo genere di illazioni, ma non tutti condividono accuse senza senso, portate avanti per non si sa bene per quale motivo e ritiene il tentativo solo un modo scorretto di vivere lo sport.
Di quella finale restano due immagini indelebili: la vittoria della Juventus e la mancata presenza alla premiazione del Napoli, che il tecnico definisce “scelta ponderata”.
Che cosa ha rimediato Mazzarri, a parte la brutta figura derivata dalla mancata presenza alla premiazione, dalle continue polemiche che ancora oggi si trascina dietro? Sicuramente l’immagine di chi non sa accettare la superiorità dell’avversario e il giudizio insindacabile del campo.
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