Rinviata al minuto 8’20’’ Roma Parma a causa delle pessime condizioni atmosferiche. Secondo Gazzetta.it “I teloni posti a copertura del prato dell’Olimpico non hanno retto, nonostante in mattinata si pensasse il contrario e si confidava in un buon drenaggio del campo (
Link). Secondo l’allenatore giallorosso
Garcia:
“Non è possibile giocare, questo non è calcio”. Non era possibile giocare nemmeno quel lontano
14 maggio 2000, quando nell’acquitrino del Renato Curi di Perugia la Juventus disse addio allo scudetto del Giubileo, finito a Roma, sponda laziale, grazie all’ostinazione di Collina, che ci vide rimbalzare il pallone. La maggior parte degli Juventini si fece un esame di coscienza e proprio non riuscimmo a dare tutte le colpe all’arbitro n.1 del calcio italiano, quello al di sopra di ogni sospetto anche per calciopoli, nonostante qualche telefonata di troppo con l’addetto agli arbitri del Milan. E qualche cena. Del resto, se oggi fa il designatore in Europa, un motivo ci sarà. Sapevamo, allora come oggi, che la Juventus aveva accumulato in quella stagione 9 punti di vantaggio e, forse a causa del dispendio di energie eccessivo di una stagione troppo presto iniziata con l’Intertoto, che tuttavia rimane nella bacheca dei trofei bianconeri come quello che le permette di vantare il guinness della vittoria di tutti, ma proprio tutti i titoli possibili e immaginabili (
Link), li aveva a poco a poco sperperati sotto la guida di Ancelotti. L’attuale allenatore delle merengues ha vinto con quasi (
Link) tutte le squadre che ha allenato esclusa quella che di lì a pochi anni sarebbe stata penalizzata con la serie B e la privazione di due titoli perché secondo le accuse i suoi dirigenti si prodigavano per alterare i campionati con un’associazione a delinquere. La stessa squadra avrebbe perso un anno dopo un altro scudetto al fotofinish anche con la Roma per una questione di extracomunitari in esubero. Non era la Juve ad averli, ma la Roma e giusto uno di essi, schierato nello scontro diretto, consentì alla sua squadra di pareggiare. A qualche giornata dalla fine di quel campionato la FIGC approvò una regola che invece di sanzionare chi si ne era infischiato del regolamento, sanciva la regolarità di averlo contravvenuto. Anche quella volta noi Juventini non ce la sentimmo di accampare scuse fuori campo e demmo la colpa al nostro portiere, incerto su certe parate. Un certo Van Der Sar, uno che con il Manchester è andato poi a vincere di tutto e di più. Non un
De Sanctis qualunque. Il portiere romanista ha dichiarato, essendo stata rinviata la partita col Parma:
“Non mi gioco lo scudetto su di un campo allagato” .
No, per fortuna si giocherà bello riposato anche la partita di semifinale di Coppa Italia di mercoledì prossimo contro il Napoli (
Link), reduce dalle tre pappine rimediate contro l’Atalanta. Il tutto sotto gli occhi increduli “der sistema” che aveva lamentato dopo aver preso a sua volta tre pere dalla Juventus nel recente scontro diretto di campionato:
"La Juve ha un grande allenatore e grandi giocatori, ma è il sistema italiano che la rende più forte” (
Link)
Anche il
Napoli avrebbe da raccontare qualcosa del sistema che il 6 novembre 2011 a causa del bel tempo causò il rinvio della partita Napoli Juventus dopo un acquazzone. Decisione presa dai vertici della società partenopea insieme con le massime autorità sportive e cittadine, senza che i dirigenti juventini, giunti a Napoli con la squadra per giocare, fossero invitati a discuterne né interpellati. Piccolo dettaglio: a De Laurentiis non era andato giù il calendario del campionato, che impegnava la sua squadra in prossimità degli impegni di CL. (
Link)
Ci sarà un sistema atmosferico preordinato se acqua, vento e neve si accaniscono contro la Juventus anche nelle partite di Coppa? Giorno 1 dicembre 2010 (
Link) la Juventus salutò l’Europa League in casa del Poznan, su un campo ghiacciato e con una temperatura stimata di circa 20° sottozero. Malgrado la serata da lupi della steppa noi Juventini non eravamo soddisfatti del quinto pareggio consecutivo e giustamente avremmo preteso qualcosa di più dalle prestazioni dei bianconeri.
La storia si è ripetuta anche quest’anno, quando l’11 dicembre a Istanbul (
Link ) la Juventus ha detto addio alla qualificazione per gli ottavi di CL nel campo del Galatasaray, con un codazzo di polemiche legate alla cattiva manutenzione dello stadio, mentre l’altra società di casa, il Fenerbahce, ironizzava mostrando le immagini del suo, intatto benché sotto la stessa nevicata. Noi juventini pensammo che Galatasaray Juventus è una partita stregata. Il 25/11/1998 la partita subì un rinvio di una settimana per il “caso Ocalan” e finì poi con un pareggio per 1 a 1. Cinque anni dopo, il 25/11/2003, fu spostata per motivi di sicurezza poiché una serie di attentati avevano sconvolto Istanbul. Giocata a Dortmund dopo 7 giorni, fu vinta dai turchi per 2 a 0. Soprattutto, nonostante sapessimo che la vera bestia nera del girone non fosse la neve, ma il Real Madrid e in particolare un comportamento antisportivo tenuto in campo dal futuro Pallone d’Oro Cristiano Ronaldo, comprendemmo che una squadra con ambizioni di CL non avrebbe dovuto arrivare a giocarsela contro i turchi dopo aver fatto delle prestazioni insufficienti contro i non troppo quotati danesi del Copenaghen.
Niente niente che er sistema di cui parla De Sanctis, che tra l’altro avrebbe consentito alla Juventus pure di costruirsi uno stadio senza l’aiuto di fideiussioni false né di magnati stranieri, ma retrocedendola nella serie cadetta, sia più sgarupato della cupola di Moggi? Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane…(La pioggia nel pineto, G. D’Annunzio)
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