Nell’edizione del 03 febbraio de “La Stampa”, in merito alla sospensione di Roma-Parma per impraticabilità del campo viene riportata una frase che De Sanctis, portiere della Roma, avrebbe detto all’arbitro, ovvero (più o meno) “Non mi gioco lo scudetto su un campo allagato”.
Quasi che mi va di traverso il cappuccino mentre sfoglio il giornale al bar.
Approfondisco, e vedo che la stessa notizia viene riportata su più organi di stampa, Corriere della Sera in primis, riportando anche che le parole sarebbero state ascoltate da un giornalista.
Al ché, penso che mi piacerebbe parlare col giocatore e dirgli qualcosa del genere...
Ecco, vede Sig. De Sanctis, il bello è che io sono d’accordo con lei. Non si gioca su un campo allagato, che siano in ballo scudetto o qualificazioni varie o salvezza. Ogni partita dovrebbe essere giocata su campi in condizioni quanto meno accettabili.
Però, caro De Sanctis, si dà il caso che “il sistema” abbia fatto disputare una partita in cui davvero si giocava lo scudetto, perché era l’ultima giornata, su un campo che dire allagato era poco. Stabilendo perfino il record di durata di un intervallo tra il primo ed il secondo tempo.
Il "Palazzo” che Lei spesso ha nominato in tempi recenti insinuando presunti aiutini o aiutoni in favore della Juventus ha consentito che Lei e la sua squadra vi possiate giocare lo scudetto in un campo in buone condizioni, come è giusto che sia. Alla Juventus, nell'anno 2000, questo non è stato consentito.
Sarebbe bene che Lei lo tenesse a mente, e lo ricordasse prima di aprire bocca e ventilare quei sospetti che sono tanto infondati quanto pericolosi per l’odio intrinseco che ne viene fuori.
Magari se lo potrà ricordare la prossima volta che definisce lo Juventus Stadium un "aiutino del sistema". Io ci sono stato, finalmente e dopo tanto tempo, e posso concordare con Lei che l’ambiente che si respira lì dentro sia un vero contributo a favore della squadra di casa.
Ma quello stadio non è stato costruito con i soldi del sistema. È stato costruito grazie ad un’intuizione formidabile di quel Giraudo che tanto avete osteggiato, manager come pochi ce ne sono nel mondo, fatto fuori dal "sistema" attraverso una bufala di proporzioni ciclopiche, tanto da costringerlo ad andare ad operare in altra Nazione e in altri ambiti. Poi, per lo Stadio, ci sono voluti i soldi, ma quelli della società Juventus, non quelli del Palazzo.
Si straparla di aiutini e favori, si alimenta il sentore popolare, si soffia sul fuoco dell’odio, e poi si fa finta di non accorgersi che i trattamenti riservati alle proprie squadre non sono diversi da quelli riservati ai presunti favoriti dal sistema. Anzi, qualche volta si viene trattati anche meglio. Ma tant’è, lo so bene che farete finta di niente anche stavolta.
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