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Attualità di P. CICCONOFRI del 07/02/2014 08:42:46
Ma chi è che gestisce il calcio in Italia?

 

Quanto potere hanno gli ultrà in Italia? Vedendo la facilità con cui hanno preteso e ottenuto lo spostamento del derby n. 108 della Lanterna, sicuramente troppo.
Il 17 gennaio la Lega di seria A aveva reso noto il calendario degli anticipi e posticipi ed in evidenza, già da quella data, era quindi noto che il derby genovese sarebbe stato giocato all’ora di pranzo.
Nessuno in quel frangente ha sollevato problemi, né tantomeno ha segnalato che proprio in quella data c’era la Fiera di San'Agata, usata poi come scusa per chiedere lo spostamento del match. Succede, infatti, che agli ultrà non va bene che si giochi a pranzo, un orario giudicato da loro insoddisfacente, e partono le prime minacce di disertare le curve. Il Prefetto, vista la situazione, decide di accontentare le richieste dei tifosi, forse pensando anche ad eventuali disordini fuori lo stadio vista la concomitanza con il mercato rionale, spostando la partita a lunedì 03 febbraio alle 20.45. Una sconfitta del buonsenso, considerando che si era detto di non far giocare più derby in notturna al Ferraris proprio per i rischi connessi nella gestione dell’ordine pubblico. Anche Sky ha perso una gara del palinsesto domenicale animando vivaci proteste, senza considerare che il derby sarebbe stato trasmesso anche sul mercato asiatico in orario notturno ( duecento i paesi collegati). Ancora è vivo il ricordo di quegli ultrà genovesi che preteso la maglia dai giocatori in campo ed ora una nuova “concessione” ai capricci del caldo tifo ligure.

Dopo 110 giorni di approfondimento, la corte di Giustizia Federale ha accolto il ricorso del Milan e cancellato la sanzione per i cori di discriminazione territoriale durante Juventus-Milan. Per i rossoneri, recidivi dopo gli stessi cori in Milan-Napoli, era scattata la chiusura dell’intero stadio. A quel punto si pensò bene di cancellare la norma e richiedere nuovi approfondimenti. Non sono ancora note le motivazioni, sicuramente il giudizio si baserà sulla “percezione” dei collaboratori della Procura. Certo è che la via del compromesso atto a mantenere certi equilibri “politici”, non può essere la soluzione al problema della discriminazione territoriale.

La Juventus aveva presentato ricorso all'Alta Corte del Coni per la ripartizione dei proventi della Supercoppa italiana del 18 agosto. Ricorso accolto contro la decisione del Consiglio di Lega, che aveva dato ragione a Lotito e diviso in parti non uguali i circa 2,4 milioni (incasso e diritti tv). Il Consiglio di lega, su chiara indicazione dell’Alta Corte, avrebbe dovuto rivedere la ripartizione dei proventi. Proprio su questo tema, Palombo della Gazzetta dello Sport, scrive che si potrebbe arrivare ad una transazione amichevole tra la Juventus e la Lazio visti i nuovi rapporti che hanno riavvicinato i due presidenti che, ricordiamo, hanno fatto fronte comune per trattare i proventi televisivi.

La domanda (retorica) da porsi a questo punto è: chi esercita il potere in seno alle istituzioni sportive? La Lega dirama un calendario con largo anticipo e gli ultrà riescono a scompaginare tutto con intimidazioni di varia natura nel silenzio delle due società; la tanto pubblicizzata norma anti discriminazione territoriale finisce solo per colpire il coro di bambini e trova escamotage di varia natura per non penalizzare società politicamente forti come il Milan. E se veramente si dovesse arrivare a una transazione sull’incasso della Supercoppa, qualcuno dovrà spiegarci a cosa servono le regole, poiché ogni volta sono disattese dalla Lega e dalla Figc in modo evidente.
Una gestione del calcio che vista in questo modo sembra quasi una barzelletta di cattivo gusto!

Pubblicato sul settimanale n. 5 del 06/02/2014


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