Torniamo a parlare della giustizia sportiva, questa volta per il deferimento, arrivato dopo 8 mesi dalla conoscenza del fatto a
Fabrizio Miccoli per le frasi pronunciate telefonicamente con un boss della mafia, in cui tirava in ballo il Giudice Falcone. Il Procuratore generale ha deferito l’ex capitano del Palermo per l’articolo 1 «per avere violato i doveri di lealtà, probità e correttezza, offendendo la memoria del giudice Falcone, pronunciando in particolare la frase “quel fango di Falcone” ». La disciplinare discuterà il caso a fine mese.
Ma quella frase, tra l’altro nemmeno detta pubblicamente, c'entra qualcosa con la "lealtà, probità e correttezza" intesa in ambito strettamente sportivo? Altrimenti non è chiaro il perchè tutte le volte che insultano la Juve, la sua storia, o mettono seriamente in dubbio la liceità delle nostre vittorie, anche recenti, non scatti uguali deferimenti ex art. 1...
Miccoli rischia una multa, ma questa situazione, pur condannando l’offesa al simbolo della lotta alla mafia, offre l’ennesimo spunto di riflessione sulla giustizia sportiva. Sui suoi tempi dilatati o contratti senza regola, sulla parzialità nell’applicare norme e regolamenti e quella tendenza a seguire il “comune sentire popolare” piuttosto che il buon senso.
Giustizia sportiva che ha chiuso occhi e orecchi in occasione della sfida al
San Paolo tra Napoli e Roma. Chi ha seguito la diretta della partita ha potuto vedere e sentire l’esplodere in successione di numerose bombe carta (
Link), tanto che anche gli esimi commentatori non hanno potuto fare a meno di farlo notare. Gira sul web anche l'immagine di uno striscione (
Link) esposto dalla tifoseria partenopea all’indirizzo della Roma che recita: “Noi non siamo sporchi romani”.
La cosa che dovrebbe anche in questo caso far riflettere è come, pur alla presenza di evidenti e ‘percettibili’ episodi punibili dalla giustizia sportiva, non sia stato preso nessun provvedimento. Nessuna multa né per la Roma, né per il Napoli. Ricordando che la società capitolina, a seguito dei “cori di discriminazione territoriale” nella stessa semifinale di coppa Italia giocata all’andata a Roma è stata punita con due giornate di chiusura delle curve.
Ci chiediamo come possa esserci tanta incoerenza, anche perché, notizia di oggi, la
Fiorentina è stata multata per € 10.000,00 per avere rallentato le operazioni di gioco: i raccattapalle non avrebbero restituito velocemente il pallone e il club viola non interveniva.
Qualcuno ritiene ancora la giustizia sportiva credibile e super partes?
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