Due differenti punti di vista sull'imminente impegno europeo della Juve Il 19 Maggio del lontano 1993 è stato un giorno di festeggiamenti e di gioia per il popolo juventino: sotto il cielo del Delle Alpi e sotto la guida di uno scatenato Trapattoni alzava al cielo la Coppa Uefa dopo un roboante 3-0 che completava l'1-3 inflitto al Borussia in quel di Dortmund.
Molto spesso quando si parla di Coppa Uefa o meglio di Europa League si ha la sensazione che si parli di una coppa "minore" ma non è così. Certo la competizione non ha il fascino della Champions ma è comunque molto difficile da vincere e vede trionfare quasi sempre dei top-club a livello europeo.
Eliminata anzitempo dalla Champions la Juventus inizierà da questa settimana la sua nuova avventura in Europa League, una competizione che in questo momento storico è da affrontare con la bava alla bocca dai ragazzi di Conte, non solo perchè vincere aiuta a vincere, ma soprattutto perchè aggiungerebbe alla bacheca un trofeo in più e darebbe la possibilità di giocarsi la Supercoppa Europea ad Agosto.
Nonostante la grande possibilità però la tifoseria bianconera è un po’ divisa sulle priorità, anche se personalmente credo che non si debba scegliere per forza e anzi che la scelta porti solamente ad avere dei blocchi psicologici in determinate partite che verrebbero ritenute meno importanti.
Si deve giocare sempre e comunque per vincere partita dopo partita per arrivare ad alzare più trofei possibili senza lasciare nulla agli avversari visto che questa Juventus ha tutte le possibilità di arrivare fino in fondo alla ex Coppa Uefa.
Mi piace inoltre ricordare (spesso lo fa anche Conte nelle sue conferenze stampa) che la Juve solo due anni e mezzo fa era settima in campionato e quando l'Europa la si vedeva solo col binocolo erano in molti a sperare "almeno" in una qualificazione all'Europa League.
Concludo dicendo che non bisogna mettere nulla davanti al trionfo in campionato (molto più importante e difficile da ottenere per il terzo anno consecutivo) ma non bisogna nemmeno avere la presunzione di snobbare una Coppa che nelle ultime stagioni ha visto trionfare Chelsea, Atletico Madrid e Porto ovvero squadre che ora sono tra le migliori d'Europa.
Alziamola ragazzi, sotto il cielo dello Stadium! Ritrovare una vittoria in un torneo ad eliminazione diretta dopo ben 18 anni dall'ultima affermazione, ottenuta nella Champions' League del 1996, e farlo nella propria città, nel proprio stadio, sono argomenti più che validi per sperare che la Juve affronti questa manifestazione con la stessa concentrazione e la stessa intensità che dedica al campionato e che avrebbe dedicato sicuramente alla Champions' League, se non fosse uscita a Dicembre per colpa di tanti errori e di qualche recriminazione. Inoltre è capibile chi ritiene che "vincere aiuti a vincere", soprattutto se si parla di Europa. Ed è vero anche che i risultati di Europa League fanno punteggio nel ranking UEFA, ranking abbastanza deficitario per la Juve attuale. Detto questo, che non è secondario, va aggiunto, però, anche il rovescio della medaglia, che è cosa altrettanto non secondaria.
Questa manifestazione non ha ormai più niente a che vedere con la vecchia e gloriosa Coppa UEFA, è un torneo minore affrontato da squadre che nei tornei nazionali maggiori al massimo si sono qualificate quarte o quinte, alle quali si aggiungono, da Febbraio in poi, le terze classificate dei gironi di Champions'. Questo la dice lunga sulla competitività intrinseca della manifestazione e pone più di un dubbio sul fatto che, sportivamente parlando, vincere questa manifestazione possa aiutare a creare una "cultura" europea che, a mio modesto parere, si crea più nell'affrontare la Champions' League tentando di andare il più avanti possibile in quel torneo, e solo in quello. Continuando ad analizzare la cosa sempre da un punto di vista sportivo, va detto che tale manifestazione, se affrontata come una parte maggioritaria del tifo bianconero pretende, ovvero cercando di vincerla, comporterebbe il fatto di dover giocare, da qui alla fine della stagione, ben dieci gare in più rispetto alla Roma, prima avversaria dei bianconeri in campionato; il tutto dopo aver già affrontato nella prima parte della stagione già cinque partite in più rispetto ai giallorossi; partite, fra l'altro, da disputarsi sempre il giovedì e spesso, come nel caso del prossimo Milan-Juventus, addirittura con la successiva partita di campionato imposta dalla Federazione alla Domenica, ovvero con soli due giorni di riposo effettivi. Visto il ritmo da record, per una seconda in classifica, tenuto fino ad oggi dalla Roma, queste dieci partite potenziali saranno sicuramente un grosso problema da risolvere per Conte, per il suo staff e per i giocatori, sia a livello atletico, che di rischio infortuni.
Altro fattore non secondario: vincere l'Europa League porterebbe nelle casse societarie introiti relativamente modesti, visto che il "grosso" della fetta dei premi e dei diritti televisivi viene assegnata, giustamente, ovviamente, alle partecipanti alla Champions' League. Insomma: c'è da chiedersi seriamente se il gioco valga la candela; se sia il caso di affrontare questa manifestazione come se fosse la "sorella maggiore", oppure se non si possa pensare di fare qui quel turn over che era destinato alla Coppa Italia, se non sia il caso di provarci, sì, ma con un occhio di riguardo posato sempre sui destini primari del campionato, perchè è bene ricordarlo: arrivare fra i primi due in campionato consente di disputare direttamente la Champions' League dell'anno successivo; arrivare terzi consente di affrontare il turno preliminare; vincere l'Europa League senza arrivare fra le prime tre consentirebbe di alzare nuovamente un trofeo internazionale, di vincere dopo ben diciotto anni un torneo ad eliminazione diretta, ma anche di non partecipare alla prossima Champions'. E per finire: anche lo scudetto è un trofeo da alzare ed è trofeo ben più prestigioso di una Coppa UEFA che ha di fatto perso tutto il suo fascino e la sua competitività, ricordandosi, magari, quando arrivare ai quarti dell'allora Coppa UEFA, ma di fatto già Europa Legaue, contribuì a farci perdere uno scudetto, quello del 2000, che a poche giornate dal termine sembrava ormai già nella nostra bacheca.
L. Burzio e F. Del ReCommenta l'articolo sul nostro forum
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