Voleva i quindici minuti di notorietà di cui parlava Andy Warhol.
A questo ho pensato quanto ho letto il seguente tweet di Riccardo Meggiorini sul derby:
“La forza della Juve spesso è il cosiddetto dodicesimo uomo in campo...appunto, in campo, xkè mica sono i tifosi della Juve”.D'altra parte, avendo un invidiabile score che recita addirittura 10 gol in circa 130 partite in A (niente male per un attaccante che va per i ventinove anni), bisognava pure che cercasse qualcosa per essere ricordato dai tifosi e qualcosa da raccontare un giorno ai nipotini (i quali, tra qualche anno, quando cercheranno di lui su internet difficilmente troveranno decine di video di prodezze).
E invece, a pensarci bene, i suoi quindici minuti di notorietà li aveva già avuti in passato, almeno due volte.
Mi riferisco, infatti, a due precedenti derby, in particolare quello della scorsa stagione, giocato il 28 Aprile, e agli insulti (a stampo razzista o meno) nei confronti di
Paul Pogba, questione che si chiuse con un purtroppo scontato nulla di fatto in quanto
"il pur ingente materiale probatorio acquisito non consente di esprimere un giudizio certo, nell'esclusione di ogni ragionevole dubbio, in merito alla connotazione razzista di un insulto”. Ma non solo....
Derby d'andata. Meggiorini, sicuro di non essere visto dall'arbitro, rifila un bel pugno sulla schiena di
Marchisio, che stava difendendo la palla girato di spalle.
L'episodio, non sanzionato sul campo con la doverosa espulsione, non determinò (inspiegabilmente), neppure l'applicazione della prova televisiva.
Non c'è che dire, bella forza questo dodicesimo uomo in campo. Ovviamente per quanto riguarda il tweet, è arrivata puntuale la marcia indietro:
“Solo una battuta”. Ci auguriamo solo che Meggiorini sia ormai sazio di notorietà e ci risparmi per il futuro altri episodi come quelli citati.
