Sportmediaset ha proposto un dossier facendo i conti in tasca ai principali club europei e italiani in collaborazione con l’esperto di calcio-business Paolo Ciabattini.
Secondo i parametri fissati dalla UEFA con l’adozione del piano per il Fair Play Finanziario, tutti i club devono sottostare a un sistema normativo contabile che nella sintesi li obbliga a seguire 2 regole principali: i costi non devono superare la massima deviazione consentita rispetto al pareggio di bilancio, fissata in 45 milioni di euro, e i debiti devono essere pagati puntualmente. Sotto osservazione il primo periodo di monitoraggio, relativo al biennio 2011-2012/2012-2013. I club che si ritroveranno a non rispettare questa sorta di sforatura consentita, andranno incontro ad alcune sanzioni, che vedremo nel dettaglio nel caso dell’Inter, more solito la più “cattiva” della classe.
Con decorrenza dalla stagione 2018-2019 la massima deviazione consentita su periodi di monitoraggio di 3 anni sarà minore di 30 milioni (ma è ancora da decidere), con una perdita quantificata che deve rimanere inferiore ai 10 milioni di perdita all’anno (
Link ).
Vediamo come stanno messi in Europa. Il Barcellana, nonostante l’acquisto di Neymar e grazie ai benefici universalmente riconosciuti della cantera, ha chiuso il bilancio al 30 giugno 2013 con un utile significativo pari a 43,5 milioni di euro contro i 48 milioni del 2012.
Il Manchester United si ritrova una perdita di 17 milioni di euro. Ben al di sotto dei parametri fissati a 45, nonostante il flusso dei soldi vada da qualche stagione dal club a rifinanziare ingenti oneri derivanti dall’acquisizione del club ad opera dei Glazer attraverso un’operazione di LBO (Leveraged buyout). Una situazione opposta al mecenatismo incondizionato degli sceicchi e del Patron del Chelsea. Il Manchester si è visto molto penalizzato nelle sue potenzialità tecniche e di squadra, ma considerato che da solo incassa in termini di sponsorizzazioni come quasi tutta la serie A, Ciabattini si dice convinto che nel 2014 sfonderà il tetto dei 500 milioni di fatturato, andando a contrastare l’egemonia dei club spagnoli e tornando presto ad essere il club più ricco del mondo. Una cura dimagrante lungimirante per certi versi simili a quella fatta dalla Juventus al tempo di calciopoli e dell’anno in serie B.
Curiosi i numeri del Real Madrid. Il club è da 9 anni quello con il più alto fatturato del mondo, esattamente cioè da quando ha smesso di vincere la Champions. Evidenzia un utile aggregato di 80 milioni di euro.
Arsenal. Programmazione e parsimonia, senza vincere. Incremento del 40% dei diritti TV e velleità di portarsi a casa la vittoria in Premier. Utile aggregato al netto dei costi non di pertinenza di oltre 100 milioni di euro. Rosa che costa 100 milioni di euro meno di quella del Real e poco più di quella della Juve.
Borussia Dortmund. Il più bravo di tutti. Record di fatturato, 305 milioni di euro, con un utile di 60 milioni. Senza politiche folli, con un bravo allenatore, buoni dirigenti e, aggiunge l’esperto, tifosi meravigliosi. Costo della rosa: un terzo di quella del Real Madrid e metà di quella del Milan.
Il momento positivo dei tedeschi è confermato anche dal Bayern, che con il Triplete si è visto concretizzare anche il suo record di fatturato: 432 milioni con utile di 22. Ciabattini rileva che le tedesche dimostrano che si può vincere anche senza mecenate e addirittura portare in finale di CL due squadre. Proprio come aveva fatto l’Italia nel 2003, quando in finale c’erano arrivate Juventus e Milan. Poi qualcuno nella FIGC decise che non si potevano mandare in serie B giusto i mecenati spendaccioni che non vincevano mai.
Veniamo adesso in patria (
Link). La Juventus, titolare degli ultimi due scudetti, non ce la fa per poco a rimanere nei parametri per essere caduta nel tranello turco e aver pagato l’uscita prematura dalla CL. Potrebbe rifarsi vincendo l’Europa League e recuperando gli ultimi 10 milioni di euro dalla partecipazione all’altra competizione che ne deriverebbe, la Supercoppa Europea, che comunque andrebbero in attivo solo per il 2015. La perdita aggregata senza se e senza ma è al momento di 56 milioni di euro.
Roma. Doppia sanzione in arrivo, anche se non pesante, dal momento che la non partecipazione alle coppe europee potrebbe evitarle controlli severi. Ammonta a 92 milioni di euro la perdita aggregata. Tifosi romanisti, corriere di Trigoria e numerosi onorevoli dal profilo poco onorato farebbero meglio a guardarsi i conti piuttosto che spostare il sentimento popolare sulla calciopoli che verrà, quella che stavolta dovrebbe togliere a loro le castagne dal fuoco. Fossi un deputato juventino, un’interrogazione parlamentare io la presenterei, tanto per mettere le mani avanti e guardarmi le spalle. Historia (federationis) est magistra vitae.
Lazio. Nonostante le contestazioni dei tifosi, la Lazio sta in una botte di ferro. 12 milioni di perdita aggregata ben al di sotto dei parametri richiesti. Provi a qualificarsi per l’EL.
Milan. Le cessioni di Ibra e Thiago Silva e la ricerca assidua di parametri zero dovrebbero aver terminato la cura e riportato in attivo il club rossonero.
Napoli. Con il 2013 il Napoli ha stabilito il record di sei stagioni consecutive in utile, complici le cessioni di Lavezzi e Cavani. Auspicabili una qualificazione in CL e la creazione di strutture sportive proprie adeguate, per non appoggiarsi esclusivamente ai diritti televisivi.
Inter. Ancora una volta la società che fu di Moratti e che fece evidenziare al Sole 24Ore le colossali perdite che l’avevano condotta ad aggiudicarsi un pezzo di cartone per 500 milioni di euro, rappresenta la pecora nera dell’intero panorama della cosiddette grandi d’Europa. Senza riserve la situazione appare a Ciabattini critica, con i 79,8 milioni di perdite ereditate dall’ultimo anno della gestione di Massimo Moratti, per una perdita complessiva nel biennio monitorato di ben 157 milioni e una perdita aggregata stimata in 67 milioni di euro. Nemmeno l’Inter sta giocando le coppe europee, quindi non sarà sanzionata entro giugno, ma nei mesi successivi, quando si troverà presumibilmente a disputare una competizione. Le sanzioni previste sono: blocco o cancellazione dei premi provenienti da competizioni UEFA, blocco del mercato calciatori riguardo competizioni UEFA, limitazione del numero di giocatori che il club può registrare per la partecipazione a competizioni della UEFA.
Invece di pensare a fabbricare dossier contro presunti errori arbitrali, Mazzarri, Moratti e Thohir farebbero meglio a trovare i soldi per tappare i buchi di bilancio.
Recentemente mi è capitato di rivedere il capolavoro di Brian De Palma, Gli Intoccabili. Non c’è bisogno di scomodare Al Capone per capire che se vuoi prendere i cattivi con le mani nel sacco devi seguire il percorso dei loro soldi. Peccato che nelle vicinanze di calciopoli non poté farlo la giustizia ordinaria, imbeccata dallo spalmadebiti del governo Berlusconi, né la giustizia sportiva, alla quale era passata la fregola dell’etica dopo aver mandato la Juve in serie B. Vedremo che si inventeranno questa volta per farla franca. La scusa della prescrizione l’hanno già sfruttata fino all’osso. Chi sa se anche dalle parti di monsieur Platini sono disposti a dirsi incompetenti?
