Che tifosi, opinionisti, giornalisti e via dicendo occupino il proprio tempo a cianciare di fantomatici sistemi, aiutini et similia ce lo possiamo anche aspettare, specie se in un medesimo soggetto coesistono il tifoso, l'opinionista, il giornalista, eccetera. In fondo del proprio tempo ciascuno ne fa quello che vuole.
Siamo un po' meno d'accordo se a stracciarsi le vesti per le amene questioni del calcio sono pubblici dipendenti nell'esercizio di un ruolo istituzionale. Nello
stream of consciousness giallorosso si sono fatti coinvolgere anche i politici, e si badi bene non lo hanno fatto in quanto privati cittadini, ma proprio dal ruolo istituzionale che rivestono. Abbiamo assistito così alla richiesta dell'Onorevole Miccoli (PD) rivolta al Presidente del consiglio affinché intervenga a garantire la regolarità del campionato di calcio. Poi è stata la volta del consigliere di Roma Capitale Marco Palumbo (PD) che invocava il giudice sportivo di punire in modo "esemplare e severissimo" due striscioni esposti in occasione del derby di Torino e offensivi della memoria del grande Torino. Da ultimo è giunta notizia che l'onorevole Domenico Rossi (Scelta Civica Per l'Italia) che oltre allo sfogo di pancia: «
Non si può non prendere atto che le sviste arbitrali a favore della Juventus in questo campionato iniziano a essere veramente troppe», ha riproposto l'idea già del collega Miccoli: un'interrogazione parlamentare sui fatti attuali del calcio, in particolare sul mondo arbitrale.
Al di là delle curiose appartenenze di area politica (Miccoli e Palumbo sono del PD), è curioso (?) che tutti siano geograficamente collocabili in area romana (romanistocentrica). Palumbo è consigliere comunale a Roma, i due onorevoli, Miccoli e Rossi, sono entrambi stati eletti nella circoscrizione XV (LAZIO 1). Non ci sono più dubbi sull'elettorato di riferimento.
A questo punto in attesa che simili e dedicate iniziative politiche provengano anche da altri settori dei due emicicli parlamentari, c'è in noi il desiderio di sapere dai vari segretari di partito presenti in Parlamento e dai due presidenti delle Assemblee, se nel
mare magnum delle priorità che reclama questo Paese c'è da dare prioritariamente risposte alle interrogazioni di chi oltre a sventolare una bandiera di partito ha al collo la sciarpa della propria squadra di calcio.
Spendere il proprio ruolo per interessi di personale tifo calcistico, è etico? Ci piacerebbe sapere se dobbiamo cominciare a seguire
l'equazione "tal partito=tale ani-juventinità". Perché sappiano i signori segretari che
in Italia il partito bianconero al netto dei non votanti conta non meno di undici/dodici milioni di voti. Vorremmo per esempio sapere se il Parlamento insieme a tutti gli altri ha anche il malcostume del comune sentimento popolare contro la Juventus. Vorremmo sapere se i deputati e i senatori che straparlano di calciopoli al solo scopo di acquisire o mantenere consensi sono realmente informati dell'argomento che toccano e su cui chiedono interrogazioni. In caso contrario sarebbe un'ulteriore conferma della scarsa preparazione dei nostri rappresentanti, che si sostanzierebbero in null'altro che nel politico-tifoso.
Ci facciano sapere segretari di partito e presidenti delle camere se, oltre agli ingressi all'Olimpico per alcune cariche pubbliche, sono stati sottoscritti abbonamenti calcistici da parte di Enti, partiti, gruppi parlamentari, e dipendenti dei palazzi romani. Ci faccia sapere poi il presidente dello Juventus Club Montecitorio (On. Boccia, corrente minoritaria bianconera del PD) se ad esempio si vuole realmente fare chiarezza su calciopoli, degna di indagine seria in quanto lo Stato italiano ci ha speso processi e risorse (su tutte la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e il nucleo dei carabinieri di via In Selci a Roma) per veder smontare tutte le ipotesi di alterazione di campionati e/o singole partite e far cadere qualsiasi pseudocupola. Sarebbe un servizio alla giustizia inteso nel senso più alto del termine. Un servizio ai cittadini, che non dovranno più temere alcune aberranti selezioni degli elementi emersi dalle indagini e subire, come in quel caso, condanne "politiche".
Non vorremmo che una grossa fetta dei membri di Camera e Senato avessero escogitato di superare l'antipolitica cercando di raggirarla con una sempre remunerativa anti-juventinità.
