Giulemanidallajuve
 
 
 
 
 
 
 
  Spot TV
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 05/03/2014 07:55:19
Mi preferisco, dunque sono

 

Antonio Conte ha vinto la panchina d'oro per il secondo anno di fila. Il riconoscimento è assegnato con i voti espressi dagli stessi appartenenti alla categoria. Più del premio in sé vorremmo soffermarci su come si sono comportati alcuni colleghi di Conte e il presidente dell'assoallenatori.

Partiamo proprio da quest'ultimo, Renzo Ulivieri. Famosa la sua protesta contro la liberalizzazione della professione nelle categorie più basse. Il nostro infatti in segno di protesta si incatenò davanti alla FIGC per contestate la possibilità di far allenare nelle categorie minori anche senza patentino. Fondata o meno che fosse la sua presa di posizione, in questa redazione facemmo notare come poi Ulivieri si fosse astenuto in occasione dell'assurda condanna che afflisse Conte nell’estate del 2012 (Link).

Guardando le foto celebrative della premiazione quale miglior allenatore del 2013 tutti abbiamo notato l'espressione tutt'altro che di felicitazioni esibita da Ulivieri. Espressione che si ritrova in tutte le pose che hanno ritratto "il buon Renzo" insieme a Conte, Abete e Gianni Rivera. Quasi che il presidente dell'assoallenatori fosse dispiaciuto di tale esito. Vero che l'anno scorso Ulivieri abbozzò un mezzo sorriso e che la sua mimica facciale è normalmente seria, ed è pure vero che non dovremmo insinuare questi argomenti da rotocalco giallorosso, resta però il fatto che lo abbiamo notato e inevitabilmente lo abbiamo accostato al silenzio del 2012.

Fatto invece e non chiacchiera è l'atteggiamento di due allenatori in attività. Un atteggiamento che fa notare una piccola differenza tra i due. Come ci si comporta in una votazione come quella della panchina d'oro? È giusto dare il voto a sé stessi? Sinceramente trattandosi di un mero riconoscimento e non di una corsa ad incarichi elettivi, un certo galateo imporrebbe di non dare la preferenza al proprio nome. Almeno se lo si fa nel segreto dell'urna, di non renderlo pubblico. Sarebbe come se uno dei candidati all'Oscar avendone la possibilità votasse per sé; non sarebbe credibile, dequalificherebbe la serietà stessa del riconoscimento. Questo atteggiamento inoltre sarebbe anche un po' cafone. Più ammissibile invece che pur di non far vincere un diretto concorrente si dia il voto ad un terzo contendente.

Noi non sappiamo per chi abbia votato Antonio Conte, speriamo non abbia commesso una simile gaffe, sappiamo invece come hanno votato Mazzarri e Montella. Queste le loro dichiarazioni; l'interista: Ho votato per me, si poteva» (Link). Diverso il tipo di voto dell'allenatore della Fiorentina: «Io ho votato Maran e non Conte, perché mi sentivo in competizione con lui per questo premio e poi lo avevo già votato l'anno scorso» (Link). Insomma, entrambi hanno optato per un voto non favorevole al tecnico bianconero, ma uno dei due oltre a non mantenere il riserbo sul voto espresso ha preferito continuare ad esser autoreferenziale. Ma perché non ha approfittato della segretezza per evitare di farlo sapere? Non è che se va in giro a fare spot del tipo "quanto sono bravo e quanto sono bello" acquisisce credito e considerazione. Se riesce, dimostri sul campo quello che vale. Continuando così sarà inevitabile che molti tifosi (anche delle sue squadre) pensino ad una malsana e erosiva invidia professionale.








 
  IL NOSTRO SONDAGGIO
 
Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
  TU CON NOI
   
 
   
 
  AREA ASSOCIATI
   
 
 
 
  DOSSIER
   
 
   
 
  LETTURE CONSIGLIATE
   
 
   
 
   
 
  SEMPRE CON NOI
   
 
   
 
Use of this we site is subject to our