La grande domenica bianconera non s’è fermata allo Juventus Stadium ed alla vittoria contro la Fiorentina.
Infatti, in un piccolo campetto di periferia si è giocato il derby della categoria “Allievi Nazionali”, con una Juventus che è riuscita ad uscirne vittoriosa nonostante oltre 40 minuti giocati in inferiorità numerica.
A macchiare la partita, in campo bella e combattuta, però, i soliti deficienti sugli spalti resisi protagonisti anche di episodi di razzismo (come testimoniato da un
messaggio su Facebook di Mattia Vitale, centrocampista bianconero) nei confronti dell’autore del gol vittoria, l’attaccante di origine africana King Udoh, ai quali è seguita una mezza rissa per fortuna sedata sul nascere.
Il pensiero nasce spontaneo: se si deve assiste ad episodi del genere in un campetto di periferia per una partita tra sedicenni, è inutile stupirsi, poi, quando medesime cose accadono nei grandi stadi di Serie A.
Un esempio di anti-cultura sportiva protagonista anche nelle serie minori, con il solito leitmotiv a fare da sottofondo: l'odio contro lo juventino. Non possiamo fare a meno di pensare motivato dalla costante istigazione mediatica, la stessa che incessantemente cerca di discriminare il bianconero.
