La tragedia di Superga avvenne il 4 maggio 1949: vi perirono 31 persone, in buona parte facenti parte di quella che era allora la squadra più forte d’Italia: il Grande Toro, capace di vincere 5 scudetti consecutivi a cavallo della Seconda Guerra Mondiale.
Poco più di 36 anni dopo, il 29 maggio 1985, un’altra squadra che stava scrivendo la storia del calcio si accingeva a disputare la finale di Coppa dei Campioni: si trattava della Juve di Scirea, Cabrini, Tardelli, Rossi, Boniek e Platini. Quella che doveva essere una festa si tramutò in tragedia: a causa della follia degli hooligan e dell’inadeguatezza dello stadio Heysel, vi perirono 39 persone. Andrea aveva 11 anni ed era andato a vedere la sua Juve con il padre, partendo da Cagliari: morirono entrambi (
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Ognuna di quelle 39 persone che persero la vita all’Heysel, come ognuna delle 31 che scomparvero a Superga, merita il nostro ricordo e le nostre preghiere, o almeno il nostro silenzio. Eppure, c’è chi si diverte dileggiando la loro memoria, con cori e striscioni orrendi.
Bene ha fatto la società Juventus a dare tutte le informazioni necessarie alla Questura per individuare gli autori del vergognoso striscione comparso durante il derby.
Ma che senso ha sminuire la gravità dell’altrettanto schifoso cartellone apparso tra i tifosi viola durante Juventus-Fiorentina? E perché mai dovremmo accettare che un pullman carico di tifosi viola se ne vada a spasso con la scritta -39, come nulla fosse? Chi dà al presidente juventino il diritto di decidere quale sia una vigliaccata e quale una ragazzata? Che differenza c’è tra l’oltraggio a Valentino Mazzola, bandiera del Grande Toro, e quello ad Andrea Casula, il bimbo che non sognava altro che la Juve?
In questi giorni,
nessuno ha perso l’occasione di fustigare i nostri tifosi per i loro cori e striscioni sguaiati, fossero essi macabri o addirittura antisemiti. Ma viene in mente la maglietta indossata da un giocatore che, almeno fino a poche settimane fa, tanto piaceva ai nostri mass-media:
why always me? O meglio,
why always us? Perché sempre noi? Siamo i primi a stigmatizzare i cori antisemiti intonati da quattro gatti o gli striscioni schifosi esposti da qualche decina di idioti che si definiscono juventini.
Ma perché nessuna anima bella trova un minuto libero per attaccare chi, ogni maledetta domenica, invoca un nuovo Heysel, benedice un laghetto in cui persero la vita due ragazzini con la maglietta bianconera, oppure invita Pessotto a “volare ancora”? Sono sempre ragazzi? Non meritano attenzione?
Qualcuno risponderà: da qualche parte bisogna pur cominciare. Certo! Peccato che siamo abituati a vedere finire la caccia allo stesso punto in cui la si è cominciata. E
se i primi ad invocare pugno d’acciaio contro gli juventini e mano di velluto nei confronti degli altri sono proprio i nostri proprietari/dirigenti o i nostri tifosi-vip, stiamo freschi: prepariamoci a vedere ancora per tanti anni il solito -39. In fondo, sono solo ragazzi!
