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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di L. BASSO del 19/03/2014 14:36:18
I 'più migliori'

 

Nel mio lavoro di amministrazione di condomini mi scontro quotidianamente con gli aspetti più diversi e strani della psiche umana. In un Condominio in particolare, mi capita spesso che una ditta o un artigiano, scelto dai condomini (ma in particolare da un condomino che gioca il ruolo del puparo) venga presentato in assemblea come “il più migliore”, una sorta di nuovo Messia dei tubi, di nuovo profeta delle tegole, di nuovo Rabbì degli impianti elettrici.
Salvo poi, all’assemblea successiva, venire verbalmente coperto di sterco, tacciato di essere o un incompetente o un farabutto… per non parlare delle solite losche trame che lo legherebbero all’amministratore (ma se l’avete portato voi?... o l’amministratore è una sorta di Nyarlathothep redivivo in grado di corrompere e pervertire anche l’anima di Padre Pio?)
Ma per fortuna che si è trovato quest’altro idraulico, quest’altro muratore, quest’altro elettricista, persona di adamantine onestà e professionalità, che quando arriva impone le mani e –come d’incanto- le lampadine si riaccendono anche senza corrente, gli intonaci diventano affreschi michelangioleschi, e persino le perdite… diventano vincite!
Inutile che poi stia a raccontarvi cosa succede l’anno dopo, penso che lo immaginiate tutti.

E' inutile, è più forte di noi. Noi Italiani siamo fatti così.
In primo luogo la colpa non è mai nostra. C'è sempre un amministratore, un arbitro, un giudice, un politico o un'entità sovrannaturale a cui dare la colpa dei nostri insuccessi.
La mia ditta è fallita per colpa del magna-magna del sindaco: altrimenti come si spiega infatti che nessuno, qui al Polo, abbia voluto comprare i miei frigoriferi?
E' vero, ho perso 10 a zero, ma se l'arbitro non avesse sbagliato a dare quella rimessa laterale le cose sarebbero andate ben diversamente.
E poi c'è da dire che siamo campioni del mondo a seguire allineati e coperti qualsiasi pifferaio di Hamelin che venga a suonarci il trito e ritrito minuetto del "Io sono il più meglio".
Lo facciamo con il nostro condominio, con la politica, con i lavori, e lo facciamo soprattutto, inevitabilmente e incontrovertibilmente quando si parla di pallone.

Chi non si ricorda di quel grande allenatore che avrebbe vinto tutto, anche la Champions League allenando entrambe le finaliste nello stesso tempo, se non fosse stato per Moggi?
E come dimenticare quell'altro tecnico "giovane e rampante" che avrebbe sicuramente aperto un ciclo di vittorie ineguagliabile se sulla sua strada non si fosse palesato il male, incarnato da quell'arbitro che non vide il goal di Muntari?
E, nonostante il suo tipico low profile, non possiamo non ricordare il "dottor" Petkovic, che dopo aver vinto una Coppa Italia battendo Juve e Roma venne eletto ottavo Re di Roma, salvo venire licenziato in tronco pochi mesi dopo.
Ma niente paura, come per il condominio di cui sopra, anche il mondo del calcio Italiano sforna campionissimi a ripetizione.

Il difficile sta tutto nell'entrare negli uffici di una di quelle cinque-sei squadre che "fanno tiratura" per i quotidiani sportivi.
Dopo quello, il più è fatto. Qualunque sia il nostro ruolo, radio e giornali inizieranno a parlare esclusivamente del nuovo fenomeno. Del nuovo "Più Special" One.
Ricordo bene la grande enfasi data all'arrivo di Honda al Milan: le radio interruppero addirittura i palinsesti tradizionali per trasmettere la solita noiosa conferenza stampa infarcita di menate tipo "fin da bambino volevo giocare nel xxxx perchè è la squadra più seguita anche in yyyy dove io vivo". E poi? E poi il buon Keisuke ha messo in fila, ad oggi, 10 presenze raffazzonate a minutaggio ridotto con una rete soltanto tra campionato e CL.
Vero che, per dovere di cronaca, ha appena vinto il premio per miglior giocatore asiatico 2013.
Dubitiamo però che si ripeterà nel 2014, visto che il suo Milan gli fa fare molta panca e, in più, non frequenta da tempo i quartieri alti della classifica.
Già. Colpa di Allegri, si diceva quando iniziò il declino del Milan.
Allegri che a sua volta si giustificava. Senza l’episodio del “Goal di Muntari” tutto sarebbe andato diversamente.

Ma niente paura! Adesso arriva Clarence Seedorf, pallino di casa Berlusconi (no, maliziosi che non siete altro, ho detto “casa”, e non “Barbara”), e sistema tutto.
Forse.
Ma anche no. Visto che pur con due colpi di mercato insospettabili come Rami e Taarabt, il diavolo continua il suo declino, facendosi prendere a pallonate dall’Atletico prima e dal Parma di Cassano e Amauri poi.
Non solo: dopo Honda, ora viene annoverato anche tra i “desaparecidos” il “più migliore” dei “più migliori”, quello su cui si è sempre chiuso un occhio perché “è un ragazzo di talento ma ha avuto un infanzia difficile”.
Sì, insomma, quello il cui nome non può fare rima con “Saltelli” se no ti fanno la multa.

Cambiando sponda del Naviglio le cose vanno un pochino meglio, ma non c’è ugualmente da ridere (oppure sì, “de segun como se mire todo depende”).

Sulla panchina nerazzurra sono abituati ai “più migliori”: anche senza tornare indietro ai celebri Roy “What is this?” Hodgson e Hector “el Hombre Vertical” Cuper, (che se non vincevano non è perché allenassero delle pippe, era colpa di Moggi) dagli anni di Farsopoli in poi è stata tutta una sfilata di eccellenze.

Prima quello dai capelli più belli della Serie A, poi quello più scenografico d’Europa, per arrivare al trionfatore della “Niùggenerescion Cup”.
Sulle ali di questo risultato prestigioso, Stramaccioni fu accolto sulla panchina dell’Inter come una stella di prima grandezza. (Tra parentesi è da notare che, salvo l’anno che la vinse appunto l’Inter, questa competizione è sparita da tutti i radar come e peggio del Boeing fantasma della Malaysian Airlines. Si gioca ancora? Chi vi partecipa? E chi l’ha vinta? Boh…).

Ma anche per “Strama” arrivò il momento di essere defenestrato da uno “più migliore” di lui. Walter Mazzarri.
L’uomo la cui battuta “non parlerò più degli arbitri” fa a gara con il famoso “ultimo tour di Claudio Baglioni” per il premio “Credibilità Zero”. Con l’aggravante che il Claudio nazionale si smentisce sempre l’anno dopo, mentre il mister toscano, complice il calendario fitto, deve sbugiardarsi ogni tre giorni, perché c’è sempre qualche decisione arbitrale da contestare, altrimenti non si spiega come mai la sua Inter non abbia già vinto matematicamente il Campionato. E anche la Champions League.
Come? Non vi partecipa? E secondo voi questa non è una prova del complotto?

In tutto questo Circo Barnum, c’è poi chi continua a lavorare, anche senza riflettori.
Senza guadagnare le prime pagine, perché magari non sei un “più migliore” come loro, ma nemmeno non sei un Antonio Conte (che dopo due scudetti vinti e un terzo in vista guadagna le prime pagine solamente quando una Sciura Marisa dichiara di aver sentito dalla pettinatrice che un’amica ha detto che sua sorella avrebbe visto uno zio dell’allenatore della Juve comprare il crudo dal pizzicagnolo all’angolo senza chiedere lo scontrino) e perciò non ti si fila nessuno.
Ma ogni mattina suona la sveglia e sai che devi fare il tuo lavoro.

Come ad esempio Ivano della Morte, allenatore dal cognome macabro nato calcisticamente (ironia della sorte) sulla sponda granata del Po, che ha portato i nostri “Allievi” alla vittoria nel Torneo “Arco di Trento”. Senza essere, né pretendendo di esserlo, “il più migliore”.
Complimenti e Buon lavoro, Ivano









 
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