L’uomo che non poteva andare in serie B perché aveva speso 600 milioni di euro senza vincere nulla è sempre pronto a dire la sua su calciopoli.
Anche in occasione della diffusione delle motivazioni dell’appello di Napoli la Gazzetta dello Sport, che rappresenta la storica testata che raccoglie gli umori dell’uomo che sapeva che qualcuno s’era offerto di fare spionaggi illegali e non glielo ha impedito, si è precipitata a intervistarlo (
Link). L’uomo che non venne come teste a Napoli nonostante da anni bramasse di vedere alla sbarra Luciano Moggi, è sempre disponibile con la stampa e ha dichiarato:
"Le sentenze di Calciopoli? Hanno acclarato la colpevolezza di certe persone che rendono l'idea delle difficoltà passate dall'Inter".Le difficoltà passate dall’Inter nei 18 anni che sconvolsero il mondo del calcio, esattamente quelli che hanno visto alla guida della società nerazzurra l’uomo che contrattava i calciatori con Preziosi anche quando era diffidato, hanno nomi e cognomi (
Link ): Avioncito Rambert, Felice Centofanti, Zanetti, Pedroni, Cinetti, Caio Ribeiro Decoussau, Paul Ince, Mezzano, Tarantino, Milanese, Georgatos, Michele Serena, Macellari, Gresko, Youri Djorkaeff, Ivan Zamorano, Winter, Sforza, Nwankwo Kanu. Ai quali sono da aggiungere lo scambio Seedorf per Coco e la cessione di Pirlo al Milan. E ancora, solo nel 2000: Vampeta, Farinos, Hakan Sukur, Robbie Keane. Senza dimenticare Adriano ceduto al Parma per Crespo e Cannavaro, che da lì a poco sarebbe diventato Campione del Mondo e Pallone d’Oro, dato via per Carini, il portiere di riserva della Juventus, mentre Ronaldo volava a Madrid nel Real. Ma Moratti continuava a spendere: Batistuta, Brechet, Van der Meyde, Luciano. 600 milioni di euro per uno scudetto di cartone sono tanti. Arrivarono Veron, Mihajlovic e Esteban Cambiasso, che scalzò Edgar Davids (a sua volta ceduto come bidone dal Milan alla Juve), Mancini e Luis Figo. Nel via vai si perse Vieri e si trovarono Vieira e Maicon.
Giunse il 2005 e il vento cambiò. L’uomo che diceva a Cragnotti che gli avrebbe comprato Nesta per qualunque cifra un giorno prima del match con la Lazio, si ritrovò la
strada spianata da calciopoli. Ecco Ibrahimovic, per un tozzo di pane, José Mourinhio, Thiago Motta, Eto'o, Diego Milito, Wesley Sneijder. Senza la Juve come avversaria nel calciomercato e sul campo, l’Inter si avviò alla conquista del Triplete. Dopo il diluvio di soldi e calciatori, arrivò la diaspora. Esaurito l’effetto calciopoli, ecco Pazzini, Forlan, Zarate, Handanovic, Guarin e Schelotto. Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri.
Oppressa dai debiti, dopo aver giocato con successo anche la carta dei bilanci truccati, l’Inter è passata di mano. L’uomo che non andava negli uffici della Federazione per rispondere al procuratore Palazzi, ma da questi veniva interrogato a Milano presso gli uffici della SARAS, è stato costretto a cedere due terzi del giocattolo nerazzurro al magnate Thohir (
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Le spese pazze dell’uomo che tra il 1994/1995 e il 2012/2013 ha fatto evidenziare apporti di capitale per € 1,25 miliardi a fronte di perdite complessive pari a € 1,35 miliardi, con un valore della produzione complessivo di circa € 2,9 miliardi, hanno generato in media, ogni 100 milioni di euro di ricavi, 47 milioni di euro di perdita. Il 15 novembre 2013 la società “International Sports Capital HK Limited” ha assunto impegni di ricapitalizzazione già garantiti per almeno un triennio, diventando il nuovo azionista di controllo di F.C. Internazionale Milano S.p.A. e sottoscrivendo un numero di nuove azioni rappresentative del 70% del capitale sociale, il tutto per la modica cifra di € 75.000.000. Secondo l’analisi di Luca Marotta (
Link), uno dei punti cardine del Regolamento UEFA sul Fair Play Finanziario è la
continuità dell’attitudine di un’azienda a durare nel tempo, cioè la capacità di poter far fronte e quindi di onorare gli impegni finanziari nel futuro. Dalla Stagione Sportiva 2013/2014, ciascun club deve presentare il bilancio certificato da un revisore esterno attestante la continuità aziendale (‘going concern’). Il Regolamento del Fair Play Finanziario dell’UEFA prevede una fase transitoria con delle soglie di tolleranza, che per il primo periodo di monitoraggio sono di € 45 milioni e scadono a giugno. Secondo una proiezione “approssimativa”, si rileverebbe il persistere dello sforamento di questo limite, aggravato da indiscrezioni che rivelerebbero che anche l’esercizio 2013/14 dovrebbe chiudere in perdita. Secondo Luca Marotta, nel breve termine l’Inter dovrebbe puntare ad un fatturato netto di 230 milioni di euro, reso più difficile dalla prevista mancata qualificazione in CL. La medicina potrebbe venire dallo sfoltimento dei giocatori over 30 anni, da sostituire con giovani promettenti in grado di garantire buone prestazioni, affiancati a un incremento dei ricavi commerciali e all’edificazione di uno stadio di proprietà. Fermo restando che il gioco delle plusvalenze deve essere tenuto fuori da queste considerazioni. Un’impresa ardua, ma indispensabile se l’Inter vorrà continuare a esistere.
Il 19 marzo, l’uomo prescritto da Palazzi ha dichiarato a Telelombardia che difficilmente tornerà alla guida dell’Inter, che tradotto significa che
non rimetterà mani al portafoglio, senza escludere che possa un giorno farlo suo figlio. L’uomo che ispirava l’incompetenza alla FIGC, ossessionato dall’incubo peggiore di ogni interista che si rispetti, si è lasciato scappare una metafora nella quale paragona l’Inter a una bella bionda con la quale è bello scappare (
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Senza volerlo, l’uomo che incontrava Narducci e Auricchio alla presentazione di un libro sui desaparecidos giusto nei giorni in cui a Napoli il perito Penta svelava per la difesa di Moggi le intercettazioni che lo coinvolgevano in calciopoli,
ha svelato perché oltre un milione di euro non sono bastati a scrivere la storia di un grande amore. In fondo una donnina allegra è disponibile solo per un’avventura. La Signora del calcio, la Fidanzata d’Italia, è tutta un’altra cosa. (
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“La mia morosa è tinta bianconera…”.
