Giulemanidallajuve
 
 
 
 
 
 
 
  Spot TV
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 24/03/2014 14:30:40
Assalto alla Juve. Ora vi interrogate?

 

Nelle scorse settimane ci sono stati molteplici (e inopportuni) interventi di politici di area romanista che hanno chiesto l'opera di vigilanza delle istituzioni affinché garantissero la regolarità del campionato di calcio. A parlare erano i tifosi dell'aiutino, che strumentalizzano la carica che ricoprono per esigenze di tifo e alla evidente ricerca di visibilità presso l'elettorato di riferimento (Link 1; Link 2; Link 3).

Si trattava in quei casi di questioni meramente sportive enfatizzate tragicamente dallo sfogo del tifoso ultrà. Poi la situazione di classifica, con una Juve (temporaneamente) scappata in avanti, ha fatto scemare la bipartisan vis dialettica antijuvetina. È rimasta pur tuttavia la solita nube mediatica fatta di stupidità da tifosi e composta dei granelli dell'aiutino, di "ersistema", di altre sciocchezze e persino di "erstadio".

In questo clima di autentico odio verso la Juventus, odio che proprio perché ostinatamente reiterato siamo costretti a considerare premeditato, è accaduto che ieri sera in occasione della trasferta catanese dei bianconeri si sia verificato per l'ennesima volta un episodio grave di aggressione al pullman della squadra torinese (Napoli, Bologna e Genova i precedenti di più immediata memoria). Il fattaccio è avvenuto ben distante dallo stadio: una scelta logistica per non far incorrere la squadra di casa in conseguenze sanzionatorie da parte del giudice sportivo.

Il clima da caccia all'uomo è proseguito anche sul rettangolo di gioco, con i rossoazzurri che l'hanno buttata troppo sfacciatamente in rissa con uno sleale gioco di mano, di gomiti e sulle caviglie avversarie. Chiellini per esempio è stato fatto oggetto di un trattamento ai limiti della spedizione punitiva perché avrebbe dovuto scontare il fallo della partita d'andata per il quale Bergessio fu costretto ad uno stop di un mese. Tacciamo poi sull'opera di moderazione che in questi anni ha avuto il presidente del Catania calcio.

Ebbene in questo contesto politico, sportivo e sociale, questa volta siamo noi a chiamare in causa le istituzioni. Ci rivolgiamo innanzitutto alla politica che non ha remore a chiedere interrogazioni parlamentari e l'intervento dell'esecutivo su questioni di calcio giocato. Ci rivolgiamo all'Onorevole Francesco Boccia (compagno di partito di Miccoli e Palumbo) soprattutto nella sua veste di presidente dello Juventus Club Montecitorio: non Le sembra di avere il dovere di intervenire? Qui in fondo non si tratta di un fuorigioco in più o in meno, di un gol annullato o assegnato, si tratta dell'incolumità fisica di ragazzi che anche se calciatori della Juventus debbono essere garantiti al pari di qualsiasi altro cittadino e lavoratore.

Per lo stesso motivo ci rivolgiamo al Ministro dell'Interno che oltre ai giocatori asserragliati su un pullman deve occuparsi e preoccuparsi anche di quei molti deficienti (non dite che sono quattro gatti) che circondano il mezzo e che rischiano poi di rimanere schiacciati o investiti delle deflagrazioni delle bombe carta che fanno esplodere. Il Ministro lo interpelliamo anche in modo preventivo visto che sono prossime per la Juventus trasferte storicamente delicate da questo punto di vista.

Nel caso di ieri sera chiamiamo in causa anche le istituzioni cittadine con ovviamente in testa il primo cittadino di Catania: l'episodio di ieri sera è accaduto lontano dall'impianto di gioco, non lo si può (e non lo si vuole) identificare con un fatto di stadio. Allora, e spiace davvero scriverlo, deve essere chiamata a risponderne la città, dalla quale dobbiamo con rammarico constatare non essere stato ancora fatto niente per identificare (e isolare) gli autori dell'aggressione. Responsabilità cittadine sono tanto più evidenti se si pensa che all'interno del Massimino campeggia in bella vista la scritta "Città di Catania", volendosi con ciò accomunare alla squadra di calcio e ai suoi supporters.

Infine le istituzioni sportive. I nostri ipotetici interlocutori (ipotetici e incompetenti alla bisogna) sono il presidente federale Giancarlo Abete e il presidente della Lega di serie A Maurizio Beretta (il primo dovrebbe avere a cuore l'integrità anche dei giocatori azzurri, il secondo l'esigenza di avere un prodotto migliore da vendere all'estero): non è forse il caso di punire questi atteggiamenti anche quando si verificano non in prossimità dello stadio? Volendo, avete chiesto e ottenuto la flagranza differita. Volendo, ma bisogna volerlo, potreste ispirarvi alla consumazione anticipata (compreso il tentativo) e punire con spalti chiusi e punti di penalizzazione anche episodi che avvengono lontano dallo stadio e che sono però chiaramente riconducibili al tifo e alle sue degenerazioni.








 
  IL NOSTRO SONDAGGIO
 
Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
  TU CON NOI
   
 
   
 
  AREA ASSOCIATI
   
 
 
 
  DOSSIER
   
 
   
 
  LETTURE CONSIGLIATE
   
 
   
 
   
 
  SEMPRE CON NOI
   
 
   
 
Use of this we site is subject to our