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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di E. LOFFREDO del 25/03/2014 07:47:53
Europeismi calcistici (o Europeismi arbitrali)

 

È trascorsa meno di una settimana da Fiorentina-Juventus, ritorno degli ottavi di Europa League, primo di tre atti di una rappresentazione europea con protagonisti gli arbitri e chi deve accettare le loro decisioni. Gli altri due momenti giocati su questo nostro ideale palcoscenico europeo sono Catania-Juventus e il "clasico" Real Madrid-Barcellona. Da Howard Webb a Undiano Mallenco passando per Antonio Damato.

Negli ultimi giorni abbiamo sentito troppi paragoni impietosi che hanno preso a ottimo del calcio i sei gol rifilati dal Chelsea all'Arsenal e il pirotecnico successo blaugrana al Santiago Bernabeu. Il tutto a seguito dei lusinghieri giudizi (meritati) per l'arbitro inglese che ha diretto l'eurosfida tra i viola e i bianconeri.

Forse ad alcuni esponenti dell'informazione italiana manca un equilibrato senso della misura e a molti protagonisti del campo manca una caratura culturale europea, così come a qualche arbitro manca il polso di alcuni colleghi d'oltre Manica.

Prendiamo la citata direzione di gara di Webb e mettiamola a confronto con quella di Damato. È vero che il secondo non ha il "bicipite intimidatorio" del primo, ma una grande differenza tra il piccolo capolavoro di uno e il disastro dell'altro sta anche nell'atteggiamento tenuto in campo dai giocatori. Quanti di voi hanno notato che ad ogni fischio dell'inglese non vi erano proteste da parte del pubblico fiorentino? Giocatori viola e tifosi di casa avrebbero così serenamente accettato il cartellino rosso a Rodriguez se a sventolarlo fosse stato un arbitro italiano? Nutriamo dei forti dubbi. Webb è senz'altro un arbitro bravo, il migliore d'Europa dicono, ma è innegabile che abbia beneficiato anche di una ottima presentazione da parte dei media italiani.

Damato invece non solo non ha il polso del britannico, ma si è ritrovato anche a dover arbitrare in un ambiente teso. Tensione acuita dall'atteggiamento poco collaborativo degli undici rossoazzurri che così facendo aizzavano ancor di più un pubblico di casa che esasperava oltremodo il clima. Sarà stato anche per queste pressioni ambientali che l'arbitro ha diretto in modo troppo timoroso verso gli etnei ed estraendo il rosso a Bergessio con eccessivo ritardo, aggiungendo inoltre la poco comprensibile espulsione dei due allenatori.

Infine il peggio del peggio: Real-Barcellona. Il clasico sarà ricordato non solo per lo spettacolare 4-3 in favore degli ospiti, ma anche per le infelici decisioni arbitrali, per i pestoni a tradimento rifilati all'avversario steso a terra e per le dichiarazioni del dopopartita che da presunti fuoriclasse non si dovrebbero sentire. In special modo se si ha la pretesa di essere un'icona del calcio moderno e si esibisce il pallone d'oro. Come vedete il brutto del calcio è anche altrove.

Gli arbitri sbagliano e sbaglieranno, è vero però che spesso si crea una predisposizione ambientale che fa da velenoso humus per la proliferazione degli errori dei direttori di gara. E come si è visto a Madrid in Europa c'è chi in certe occasioni non sa fare meglio che in Italia. Non sempre c'è da prendere esempio.









 
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