Leggendo qua e là, ho trovato questo curioso ed interessante provvedimento del Giudice sportivo in merito al comportamento dei tifosi laziali in occasione dell'ultimo match di campionato Lazio – Milan.
"Letto il referto arbitrale concernente la gara soc. Lazio-Milan si attesta che al 4', 6', 12' e 32' pt dalla curva dei tifosi della Lazio venivano intonati i seguenti cori – Seedorf tu sei in figlio di p……, buu, buu, buu!!- e di seguito – Lotito tu sei in figlio di p……, buu, buu, buu!!- tali cori sembravano indirizzati più alle singole persone che non propriamente al solo scopo razziale . “Conseguenza: multa di 40.000 mila euro comminata alla Lazio e nessuna applicazione delle norme sulla discriminazione; quelle, per intenderci, che comportano la chiusura della curva o del settore incriminato.
Tralasciando la parte (risibile) sulla multa per i cori contro Lotito che dovrà pagare Lotito (cornuto e mazziato...), la parte sui cori contro Seedorf merita un piccolo approfondimento.
Bene, bravo, bis, verrebbe da dire al Giudice Sportivo, che finalmente (siamo ormai in primavera) si è reso conto che
non tutti i buu sono a contenuto razzistico, a prescindere dal colore della pelle, della provenienza geografica o del credo religioso del destinatario.
Un ravvedimento dopo mesi di sanzioni assurde, che viene dopo alcuni provvedimenti che hanno ritenuto che non sia sufficiente un coretto proveniente da pochi tifosi per colpevolizzare una intera curva con la sua chiusura? Forse, lo speriamo, in fondo non è mai troppo tardi per eliminare un evidente errore di fondo.
Ma mi chiedo. E' un principio così innovativo a cui non si poteva arrivare prima? Bisognava passare per squalifiche assurde e sanzioni spropositate prima di correggere il tiro, rischiando di falsare il campionato?
Così facendo, a tre quarti di stagione, un provvedimento di per sé giusto rischia di sembrare assurdo, alla luce dell'interpretazione della norma che veniva data fino alla giornata precedente.
Attendiamo ora per vedere se lo stesso metro di giudizio verrà applicato anche con altre squadre e anche con riferimento alla famigerata discriminazione territoriale, che ha già mietuto troppe vittime assurde.
