La polemica sul presunto fallo di Bonucci su Parolo mi ha portato a riflettere su diverse cose, e ne son venuti fuori un riepilogo e alcune considerazioni.
Riepilogo: sull’episodio abbiamo molteplici interpretazioni.
Il Corriere dello Sport giudica l’intervento da rigore pieno, con toni sprezzanti per chi la pensa al contrario; la Gazzetta dice che era da rigore ma
ammette a malincuore che prima c’era un fallo di Schelotto su Marchisio, dal quale la palla arriva verso Bonucci;
Tuttosport dice che non era rigore e che comunque c’era il fallo antecedente; su Mediaset Premium
Paparesta ha detto che non era rigore e Pistocchi ha confermato; su Sky,
Marchegiani ha detto che era rigore ma Bonucci è davanti e non cerca il contatto (contraddirsi sempre e comunque), mentre
Mauro ha detto che non era fallo senza se e senza ma.
Considerazione n.1:
la moviola è tutt’altro che una scienza esatta, altro che applicarla nelle partite per avere più uniformità di giudizio.
L’unica cosa che conta è la visione in tempo reale, senza replay e soprattutto senza rallenty. Come peraltro ha detto Sconcerti: ha dichiarato che in diretta non ha avuto la sensazione del fallo, e poco importa se ce l’ha avuta alla moviola.
Da una parte c’è chi ama il calcio, dall’altra ci sono i vouyeur. In Italia la seconda categoria spadroneggia. E
impiega la moviola a proprio uso e consumo distorcendone i risultati.
Considerazione n.2: dal 2006 ad oggi non è cambiato niente. Secondo i vouyeristi, la Juve ruba e basta. Ogni singola partita. E poco importa se c’è da valutare anche fatti che vanno in senso contrario: secondo costoro, la Juve
ruba a prescindere, il resto è corollario.
Considerazione n.3:
la considerazione n.2 l’abbiamo ritrovata anche nella sentenza di Appello al c.d. “processo Moggi”, nel passo in cui la Corte dichiara che la partita Udinese – Brescia fu addomesticata anche se le prove vanno nel senso contrario. Ovvero, l’arbitro intendeva decimare l’Udinese attraverso le squalifiche dei giocatori ammonendone alcuni ma non i diffidati. Chapeau.
Considerazione n.4: se non è cambiato niente nell’atteggiamento dei vouyeristi, vuol dire che secondo costoro Calciopoli non è servita a nulla. In questo sono parzialmente d’accordo, nel senso che
non c’erano motivi per condannare Moggi e Giraudo e revocare due scudetti vinti con onore e merito. E’ bene ricordare che le sentenze hanno escluso QUALSIASI alterazione di match del campionato 2004-2005, mentre quello 2005-2006 non è stato nemmeno oggetto di indagine. Quindi, non c’erano partite alterate prima e non ci sono al giorno d’oggi.
Considerazione n.5:
i giornalisti di alcuni quotidiani sono PALESEMENTE in malafede. Non serve nemmeno andare a vedere che differenze apportano su episodi analoghi, come ad esempio
il gol di Destro in fuorigioco il giorno prima di Juve-Parma. Basta andarsi a leggere cosa dice la Regola 12 del Regolamento Giuoco Calcio, nelle linee guida fornite agli arbitri dell’edizione 2013, facilmente reperibile in internet. Lì si capisce perfettamente perché l’intervento di Bonucci non è da sanzionare. Fermo restando che basterebbe un minimo di onestà intellettuale per affermare che l’azione, semmai, andava fermata prima assegnando un calcio di punizione a favore della Juventus.
Considerazione n.6:
la proprietà della Juventus, e di conseguenza la dirigenza, non muove una paglia per intervenire su quest’andazzo. Nemmeno per favorire i loro asset, visto che la Gazzetta fa parte del gruppo RCS il cui patto di sindacato è ben presidiato dal gruppo Exor.
La Juve è un altro asset del gruppo, ma evidentemente è sacrificabile sull’altare delle vendite dei quotidiani...Considerazione n.7: il silenzio della proprietà e dirigenza della Juventus appare francamente imbarazzante per non dire preoccupante, perché
gli atteggiamenti di stampa e TV portano inevitabilmente ad atteggiamenti di odio verso squadra e tifosi che dovrebbero per forza interessare costoro. Soprattutto quando ad essere attaccato è il pullman della squadra.
Continuando così, il rischio è che prima o poi gli episodi diventino problemi. Ma d’altra parte, da una proprietà che a proposito delle indagini affermò, nel 2006, che furono fatte cose riprorevoli, piuttosto che difendersi avendone titolo e ragioni, cosa ci dovremmo aspettare?
