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Attualità di G. FIORITO del 03/04/2014 08:09:43
Trova le differenze tra Boavista e Juventus

 

Cobolli Gigli lo rifarebbe

La Lega portoghese ha ufficializzato che nella prossima stagione il Boavista sarà riammesso in Prima Divisione da dove fu escluso nel 2008 in seguito alla Calciopoli portoghese, che vide Porto, Boavista e Uniao Lieira accusati di corruzione nei confronti di un gruppo di arbitri. Il Boavista, unica squadra ad essere retrocessa mentre le altre se l’erano cavata con poco o nulla (vi ricorda qualcosa?) sprofondò in una grave crisi economica e scomparve dal panorama del calcio che conta, ma i suoi dirigenti non si arresero e dopo una lunga lotta hanno avuto soddisfazione, poiché, come scrive Giovanni Capuano su Panorama (Link ), contrariamente a ciò che è successo in Italia fino a oggi, “in Portogallo il calcio si è piegato ad un tribunale amministrativo”. Le conseguenze saranno l’allargamento del campionato da 16 a 18 squadre per consentire al Boavista di giocare nella massima serie mentre, fate attenzione a questo particolare, “Non si hanno notizie di iniziative di Uefa e Fifa contro i club portoghesi né, tanto meno, della minaccia di escludere Cristiano Ronaldo e soci dal Mondiale di Brasile”.

La notizia riapre la vecchia ferita del ritiro del ricorso al TAR che, alla fine di agosto del 2006, dopo che il tribunale sportivo aveva decretato la retrocessione per la Juventus a seguito di calciopoli, la società bianconera era sembrata sul punto di presentare e invece aveva ritirato dopo un lunghissimo cda.
Dopo otto anni l’ex dirigente bianconero è tornato a esprimersi su quella decisione, per affermare che tutto questo tempo non è bastato a fargli cambiare idea, ritenendo ancora oggi giusta quella decisione e motivandola con “pesanti moniti e pressioni da parte dell’Uefa che ci ha minacciato di escluderci dalle competizioni internazionali per i prossimi anni”.

Cobolli Gigli dunque lo rifarebbe. Nonostante nel 2007 si sia diffusa una nota dichiarazione del presidente della Uefa Blatter che ringraziava Montezemolo, che non rivestiva alcuna carica ufficiale nella Juventus, di essersi prodigato al fine di rendere possibile il ritiro di quel ricorso che avrebbe potuto bloccare le competizione europee. Sorvolando sul dettaglio che forse quelle competizioni si sarebbero potute giocare lo stesso anche senza regalare all’inter uno dei due titoli sottratti alla Juventus, poiché autorevoli esperti dichiararono che era possibile fornire anche solo “l’ordine di arrivo” del campionato 2005/2006 senza una squadra effettivamente scudettata, Cobolli Gigli nega di aver ricevuto direttive dal presidente della Ferrari. Come riportaTuttosport le parole di Blatter furono: «Dico un “bravo” alla nuova dirigenza della società biancone¬ra che si è comportata da gran signora accettando le sentenze passate, presenti e future della giustizia sportiva senza rivol¬gersi ai Tribunali: tutto deve restare nel nostro ambito e come ultimo grado c’è il Tas di Losanna, riconosciuto dagli statuti Fifa. L’intervento di Luca di Montezemolo è stato significativo. E la deci¬sione saggia e giusta». (Link ).

Cobolli Gigli lo rifarebbe, nonostante la difesa di Moggi abbia portato inascoltata in aula a Napoli la voce di tutti gli altri dirigenti che avevano tenuto chi più chi meno gli stessi comportamenti di Moggi e Giraudo nei confronti di designatori e arbitri.
Cobolli Gigli lo rifarebbe nonostante nel luglio del 2011 il procuratore Stefano Palazzi abbia prescritto alcuni illeciti commessi dai dirigenti interisti che avrebbero potuto costare la serie B alla squadra di Massimo Moratti.
Cobollli Gigli lo rifarebbe nonostante un esposto dell’attuale presidente della Juventus, Andrea Agnelli, sia stato parcheggiato nell’attesa, forse, che in Cassazione si decida definitivamente cosa accadde nel 2006, perché otto anni non sono bastati a farcelo capire. O forse sì, per questo ne abbiamo orrore.
Cobolli Gigli lo rifarebbe. Nonostante l’esito positivo della battaglia dei dirigenti del Boavista. Nonostante nella sostanza dei fatti la differenza sia tutta qui. Ricordando l’atteggiamento remissivo dell’avvocato Zaccone e la dichiarazione a caldo di John Elkann che si sentiva vicino alla squadra e all’allenatore, ma non a Moggi, Giraudo e Bettega, oggi possiamo affermare con certezza soltanto che il Boavista ha lottato per essere riabilitato, mentre la Juventus si è arresa ancora prima che i processi avessero inizio.

Un errore che è costato caro, imperdonabile, insopportabile come una macchia indelebile sulla nostra storia.









 
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