Mentre le cronache sportive dedicano ampio spazio alla guerra di parole tra l’ambiente bianconero e quello Napoletano, ci fa sorridere quello che leggiamo tra le righe.
Il Mattino, proprio oggi, dedica spazio alle parole di Marotta che ieri ha definito “provinciale” l’atteggiamento seguito alla vittoria del Napoli di domenica scorsa. Nel rimarcare come “l’ex ds della Sampdoria” mantenga un atteggiamento non così indifferente per la seconda sconfitta stagionale, ricordano che lo stesso ebbe l’ardire di prendersela con il “prefetto reo di aver rinviato lo scontro del San Paolo per nubifragio” (giuro che lo hanno scritto) e di aver parlato, ricordando l’arrivo a Napoli della squadra, di “forche caudine, dimenticando che non c’è stadio d’Italia dove - e questa è una vergogna – la Juventus venga accolta con la fanfara”.
Dopo tante parole, l’obiettivo stagionale del Napoli è svelato (con sottofondo di fanfare) proprio dal Il Mattino: “il record di punti” a cui il presidente e Benitez tengono in maniera spettacolare”. Stesso obiettivo per Reina, le cui parole sono state riprese dalla Gazzetta: “Proveremo con tutte le nostre forze a centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati o, almeno, a superare il record di punti in A del club”.
E spunta anche un premio per la conquista del secondo posto in campionato (non serve vincere a Napoli, basta arrivare secondi). Scrive la Gazzetta dello Sport che consisterebbe in “100mila euro a testa ad ogni componente della rosa.”
E mentre la squadra con mentalità Europea (il Napoli ndr) è uscita anzitempo dall’Europa League (forse proprio per raggiungere il prestigioso traguardo del record di punti?) e fissa obiettivi secondari, la Juventus deve farsi ancora carico del calcio Italiano (
Link). L’Italia potrebbe scivolare al 5° posto nel ranking (“significherebbe tornare indietro di 30 anni”), con il Portogallo che potrebbe superarci a partire dal 2015. La vecchia Signora, unica superstite in Europa, potrebbe regalare all’Italia “quasi 1,7” punti, considerando che Porto e Benfica, ancora in corsa in Europa League, potrebbero aggiungere 3 punti vincendo tutte le partite.
Se a Torino un eventuale record di punti, assoluto e non finalizzato ad un secondo o un terzo posto, viene considerato come il coronamento ideale di una stagione strepitosa in Italia, ma al momento ancora poco incisiva in Europa, altrove sembra essere considerato come un obiettivo da celebrare, indipendentemente dalla posizione in classifica e dal fatto che le partite europee ormai le si guardino solo in TV. Sembra un atteggiamento molto simile a quel "Campioni d'Italia" che campeggiava ovunque ad Agosto 2012 laddove si allenava il Napoli; vincitori della Coppa Italia, non campioni d'Italia, ma poco importava. Quello che importa, oggi come allora, è dare ad intendere che chi si accontenta gode, o forse, più maliziosamente, che le vittorie più prestigiose conseguite da altri poco importano di fronte a traguardi di minor rilevanza o a record di punti che se non accompagnati da trofei contano nulla, anche e soprattutto di fronte ad una società che, in Europa e per il secondo anno consecutivo, assurge al ruolo di salvagente per un movimento che sta trascinando il calcio alla deriva sponsorizzando ancora quella politica sportiva fatta di tante “chiacchiere” e di pochi fatti
