L’imbroglio che modifica il risultato è, insieme al doping e alla corruzione, uno dei grandi mali dello sport”. Così scrisse Andrea Monti, direttore de La Gazzetta dello Sport (
Link ), in un editoriale a commento dei fatti scaturiti da una simulazione di Milos Krasic durante Bologna Juventus 0 a 0 del 24 ottobre 2010, che aveva indotto l’arbitro ad assegnare un rigore poi sbagliato da Iaquinta.
Maurizio Pistocchi commentò così l’accaduto sulle reti Mediaset:
“Credevo fosse serio invece è solo serbo” (
Link ). Come scrisse La Stampa, il giornalista si scusò il giorno dopo di aver pronunciato l’infelice gioco di parole, ma ormai aveva sollevato il mondo degli internauti juventini, attivissimi dalle loro trincee/blog specialmente dai tempi di calciopoli, i quali
”avevano organizzato petizioni e inviato mail a Mediaset per pretendere le scuse” , mentre in Corso Galfer rimanevano
“prima di stucco, poi molto arrabbiati per l'uscita di Pistocchi”. Alla base del malcontento la chiara matrice razzista, consapevole o no rimandiamo a Freud, dell’insulto. L’editoriale di Andrea Monti era un sermone nel quale bacchettava tutti richiamando ciascuno alla compostezza etica dei valori dello sport, dal calciatore
“tuffatore/truffatore” con
“sulle caviglie i segni dei tacchetti e nel sangue l'astuzia” , al giornalista autore dell’
”indimenticabile sciocchezza” , ai tifosi, personificati nelle curve che se
“vogliono dimostrare davvero di saperne di calcio, niente fischi né ululati”. Krasic si prese due giorni di squalifica al termine di un processo
“prima in tv, poi al tribunale sportivo” , con una condanna senza diritto di appello
"nell'esclusione di ogni ragionevole dubbio". Per la cronaca la Juve, senza Krasic, vinse 2 a 1 contro il Milan, che si aggiudicò lo scudetto (
Link ).
“La prova televisiva (fornita da SKY) non lascia dubbi” (
Link ) fu il giudizio unanime della carta stampata. Mi è tornato in mente a proposito della nuova ondata di polemiche che stanno accompagnando il gesto poco atletico di Mattia Destro ai danni di Astori nel corso di Cagliari Roma del 7 aprile scorso. Vi risparmio i particolari relativi al regolamento, proponendovi un link per chi ancora non se li fosse spulciati (
Link ).
“La manata ad Astori è stata giudicata ‘inequivocabilmente condotta violenta’ punibile con la squalifica per 3 giornate”, “che diventano 4 per via dell'ammonizione rimediata sempre a Cagliari per simulazione”, privando la Roma dell’attaccante nel finale di campionato contro Udinese, Fiorentina, Milan e Catania, appena in tempo per rivederlo contro la Juve il 9 maggio prossimo.
Destro sarà ignorato anche da Prandelli, che in ossequio al codice etico potrebbe privarlo dello stage per i test fisici del 14-15 aprile, ma non dalla nazionale aprioristicamente. Fate voi. A me, se uno rende piace vederlo giocare e provare a insegnargli l’educazione, ma non sono il c.t. azzurro.
Nell’editoriale citato, Andrea Monti invocava ragionevolezza e rispetto delle regole e dei ruoli da parte di tutti, per evitare il ricorso continuo alla prova televisiva. Il solo riferimento all’espediente mi provoca l’orticaria. Mattia Destro, classe 1991, è figlio d’arte. Suo padre, Flavio, è un ex calciatore di serie A e fa giusto l’allenatore. Certe cose deve avergliele insegnate fin dalla più tenera età. Ci sta fare sfoggio di ardori giovanili sul campo, specialmente se vedi spalancarsi le porte del futuro agognato e ti senti pronto per lo scudetto e i mondiali, ma nessuno ti ha obbligato, tantomeno
"er sistema", a menare fendenti sul viso degli avversari a manate piuttosto che in porta coi piedi. L’esperienza, almeno quella, va conquistata sul campo.
Se il ricordo dell’attacco mediatico a Krasic mi suscita reazioni allergiche in confronto ai piagnistei che da tutte le parti si levano a conforto del novello pugile di Ascoli Piceno, conditio sine quo per la vittoria romanista dello scudetto, nemmeno fosse Ronaldo o Messi, nonostante la Juve abbatta record su record, prova televisiva per me è sinonimo di Ibrahimovic.
Il 28 aprile 2005 la Commissione Disciplinare respingeva i reclami della Juventus contro la squalifica per due turni del fuoriclasse svedese, autore di un contatto fisico (un pestone) su Cordoba (
Link ) in Juventus Inter, che avrebbe provocato la sua esclusione dal match clou per lo scudetto di San Siro contro il Milan, grazie a una prova televisiva fornita da Mediaset (
Link ). I link li avete, fate i distinguo, ma non dimenticate che l’8 maggio la Juventus vinse contro il Milan conquistando sul campo gara e tricolore con un capolavoro di Del Piero e Trezeguet (
Link ), concludendo il campionato con 7 punti di vantaggio sui rossoneri (86/79) dopo aver messo a segno il maggior numero di vittorie della stagione (26), con il miglior attacco (67 gol realizzati), la miglior difesa (27 gol subiti) e la migliore differenza reti (+ 40). Soprattutto ricordatevi che lo scudetto 2004/2005 è stato revocato alla Juventus in seguito ai fatti di calciopoli.
“Come ci insegnano le mille polemiche sul giustizialismo, spesso il senso di ciò che è veramente equo non si rintraccia solo nelle parole dei magistrati bensì nel contesto in cui vengono pronunciate”. Andrea Monti, editoriale citato. Quel contesto si definisce "diffuso sentimento popolare".
