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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 28/04/2014 11:01:47
Tito e Vuja. Il volto bello del calcio

 

”Partita finisce quando arbitro fischia” . Pochi giorni or sono avevamo preso in prestito uno degli aforismi più famosi di Boskov per sintetizzare il codazzo di polemiche stucchevoli che segue puntualmente le partite del campionato italiano di calcio di serie A e il sotterraneo mondo finanziario dove certe controversie si alimentano ponendo radici velenose.
A meno di una settimana dalla scomparsa di Tito Vilanova se ne è andato uno dei pilastri riconosciuti del mondo del pallone, capace di intrecciare sapientemente agli schemi, ai dribbling, ai gol una filosofia di vita straordinaria per il gusto della semplicità quasi scontata. Contro chi privilegia l’artificio della parola alla sostanza del gioco e dei risultati, basterebbe contrapporre certe sue affermazioni: “La zona? Un brocco resta brocco anche se gioca a zona. Dov'è lo spettacolo?”; “Grandi squadre fanno grandi giocatori. Grandi giocatori fanno spettacolo e migliore calcio” (Link).

Se il 45enneTito Vilanova rischia di rimanere nella storia come l’allenatore incompiuto, all’ombra di Mourinho, in virtù di quella sceneggiata delle tante dello Special One che osò infilargli un dito in un occhio, e Guardiola, l’amico di una vita il cui allontanamento dalla comune casa blaugrana ha segnato l’inizio del male di vivere catalano, sfociato tra presunti malori di Messi e infortuni di mercato nelle recenti dimissioni del presidente Rosell e in una polemica fortunatamente rientrata sulla sua malattia, a detta di Pep usata per attaccarlo, Boskov era il grande vecchio del calcio.

"Un grande tecnico, un fiero avversario, un uomo speciale". Così la Juventus ha salutato sul suo sito ufficiale il tecnico che come calciatore aveva esordito in Italia il 27 agosto 1961 a Torino battendo per 2 a 0 la Juventus da centrocampista di quella Sampdoria che avrebbe condotto, svezzando Vialli e Mancini, da allenatore a vincere lo scudetto nel 1991, due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa italiana contro la Roma, andando quindi a sedersi sulla panchina giallorossa nella stagione del debutto di quel ragazzino che sarebbe diventato l’VIII Re di Roma.
Boskov, che avrebbe compiuto 83 anni il 16 maggio, si è spento come Tito Vilanova dopo una lunga malattia. A testimoniare la forza dirompente del suo carattere e il suo istrionismo puro il ricordo di Mihailovic, che ne ha sottolineato la grande umanità chiamandolo “padre” e tante frasi e atteggiamenti con i quali sapeva sdrammatizzare le situazioni dentro e fuori dal campo.
Da calciatore il tecnico serbo era stato un pilastro del Vojvodina e della nazionale Jugoslava, con la quale giocò un’Olimpiade e due Mondiali. Come allenatore il suo nome rimane legato agli olandesi del Den Haag (vinse una coppa d'Olanda nel 1975) e agli spagnoli del Real Madrid (una Liga, due Coppe del Re e una finale di Coppa dei Campioni), ma oltre alla Sampdoria e alla Roma poteva vantare in Italia due stagioni con l’Ascoli, una retrocessione e un ritorno in A, una col Napoli e una col Perugia, al quale gli riuscì di evitare la serie B.

Forse è difficile immaginare due uomini più diversi di Tito Vilanova e Vujadin Boskov, ma in questi giorni tristi che accomunano il giovane dalle virtù inespresse e il vecchio saggio che sapeva sorridere delle debolezze di un mondo spesso accecato dall’obbligo della vittoria strizzando l’occhio ai valori dello sport, è spontaneo sottolineare come il loro denominatore comune sia stato il Barcellona. Contro il Liverpool Boskov perse con la Samp una finale di Coppa delle Coppe nel 1992 e con il Real Madrid nel 1981 una Champions a pochi minuti dalla lotteria dei rigori (Link).

La difficile stagione vissuta quest’anno dal Barça e i giochi verbali con i quali in Italia l’allenatore della Roma e il Presidente del Napoli tendono a screditare i successi della Juventus, prontamente redarguiti da un Antonio Conte senza peli sulla lingua, che li ha liquidati come rappresentanti di un sottobosco culturale e sportivo provinciale avvezzo a chiacchiere da bar, sono forse ancora una volta il segno di un’epoca che non solo virtualmente si chiude.

“Non si dovrebbe mai innervosirsi per nulla. Quello che oggi sembra importante, domani non lo è più“. ( T. Vilanova )

“Dopo pioggia viene sole”. ( V. Boskov )









 
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