Il Livorno risparmiò i diffiditi anche con RomaNon se ne può più. Così, semplicemente. Il calcio italiano ha deciso di abbassarsi, da almeno una quindicina d'anni, al livello di una vera e propria fogna maleodorante; una cloaca massima dove tutti sguazzano, persino con grande naturalezza. Chi sembra trovarcisi particolarmente a suo agio, come se fosse il suo habitat naturale da sempre, e chi ci viene tirato dentro per i capelli.
Un movimento sano, o risanato, dovrebbe provare ad interrompere la catena del fango; almeno chi ci viene tirato dentro a forza potrebbe tentare di farlo, anche se con ogni probabilità porrebbe in essere uno sforzo che difficilmente sortirebbe alcun effetto, se non quello di passare da "cornuto e mazziato", visto che, ad esempio,
i silenzi decennali della Juventus in tema hanno prodotto l'espandersi di questa fogna, invece che il suo risanamento.
Fa specie, quindi, constatare che chi si avvicina al football melmoso italico invece che portare una ventata d'aria pulita vi si adatti, purtroppo, come un guanto alla mano, assimilando immediatamente tutto il peggio che l'italica passione (malata) per il calcio porta con sé. Siamo veramente al punto di non ritorno; siamo all'esaltazione, di nuovo, ancora e ancora, del sospetto, dell'ajutino, del sistema; adesso si assiste persino ad un nuovo step evolutivo della cultura del sospetto: le squadre che rinuncerebbero a giocare contro determinate avversarie; in cambio di cosa non si sa, ma intanto la si butta lì, esattamente come si fa con gli escrementi nella fogna. E poco importa, a chi scarica in fogna, se atteggiamenti similmente remissivi di squadre che affrontano un match contro avversari enormemente più quotati, si sono verificati anche in concomitanza delle partite delle proprie squadre; si fa finta di niente; se Spinelli, presidente del Livorno, prima del match contro la Juve aveva dichiarato: "Andremo a Torino col pallottoliere. Di Carlo farà riposare molti diffidati, per noi la partita che conta è quella col Chievo", questo è stato visto come un atteggiamento tipico di chi "se scansa". Ovviamente nessuno di coloro che scaricano in fogna ha fatto notare che,
sempre il Livorno, aveva avuto una situazione simile proprio contro la Roma, con diffidati Emeghara, Luci, Greco, Coda, Mbaye. (
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Di questi giocarono solo Greco e Mbaye, che terminarono la partita senza ammonizioni, dal momento che al 36' pt il risultato era già 2-0 per la Roma e che in tutta la partita il Livorno non tirò mai in porta, oltre a non subire neanche un giallo.
Poi, nel turno successivo, il Livorno vinse contro il Sassuolo, mettendo regolarmente in campo, oltre a Greco e Mbaye, anche Coda ed Emeghara. Per la cronaca, in questa partita il Livorno subì tre ammonizioni, due delle quali a giocatori diffidati (Coda e Greco).
Questo per dir cosa? Che la cultura è una cosa seria, è l'anima di un popolo, che la cultura, quella vera, non ha nulla a che vedere con quanto dall'undicesima di campionato in poi la fogna pallonara italica ci sta propinando, domenica dopo domenica; che questa porcheria altro non è che la cultura del sospetto, o peggio della mistificazione e ciò che è ancor peggio è
che questo schifo sta letteralmente ammazzando la passione della gente, sta impoverendo l'intero sistema, sta rendendo penosamente ridicolo tutto un movimento e tutti i suoi singoli attori. Ma questo ormai succede sin dal 2006, col beneplacito, più o meno, di tutti.
