Secondo il presidente della Repubblica non si tratta coi facinorosi. A detta del presidente del Consiglio i presidenti dei club non devono trattare con gli ultrà. Per il presidente del Milan ed ex primo ministro, anche se i suoi ultrà si dice siano piuttosto esigenti, non sono tutti delinquenti. Saviano, il giornalista e scrittore di Gomorra, attribuisce gravi colpe al presidente della FIGC, che non sa che pesci pigliare (
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Sovente mi vedo attribuire etichette da “ultrà da tastiera” e “talebana”. Qualcosa che ha a che vedere con un integralismo nettamente agli antipodi della “curva”.
Ma calciopoli non è servita solo a mandare la Juve in B. Quel fatto che ha coinvolto 14.000.000 milioni di italiani
ha cambiato per sempre il mondo del calcio ed è diventato, come saprebbe spiegare Tolstoj meglio di me, una delle tante concause che hanno condotto a un mutamento irreversibile di quell’intero ecosistema. La Juve riemersa dalla serie cadetta cercava clienti per bocca di Cobolli Gigli. Li trovò con uno slogan che invitava i suoi tifosi a tesserarsi sul forum ufficiale, Juventus Member, per usufruire di sconti e vantaggi: “La Juve sei tu”. “La Juve siamo noi” è lo slogan preferito dagli ultrà. “Io sono della Juve” è il mio.
Facendo un passo indietro, il punto di mediazione tra le tesi rese dai rappresentanti delle istituzioni e della stampa, una volta elevata al loro rango (o essersi abbassati al suo, che fa lo stesso) una carogna, siccome viviamo immersi nella cultura spiccia della sensazione, intesa come immagine o frase ad effetto, battuta o tweettata, è stato il dito medio di Fassino ai granata. Gesto da ultrà, che racconterebbe la povertà culturale della nostra classe politica, nemmeno tanto furba in quest’epoca del grande fratello perennemente in agguato.
Tra gli spari incrociati delle accuse e le bordate dell’incombente campagna elettorale, tutti i voti fanno brodo e l’occasione è troppo ghiotta per non arruffianarsi qualche consenso in più, lucrando ancora su un paese talmente allo sbando da consentire in meno di una settimana che alcuni servitori dello stato prima applaudano gli assassini di un ragazzino inerme e
poi trasformino un pregiudicato daspato e graziato in un vip internazionale. Il termine “trattativa” è fortemente evocativo e per questo piace all’informazione. Ma si fa bene ad associare "Genny ‘a carogna" agli assassini di Falcone e Borsellino e agli autori della strage di via dei Georgofili, che cercarono persino, per fortuna senza riuscirci, di far saltare in aria un’auto imbottita di tritolo a due passi dall’Olimpico di Roma? Napolitano dovrebbe saperlo meglio di noi. Tuttavia, prima delle stragi di Capaci e via D’Amelio, era venuto il caso Moro e dinanzi a quel cadavere in posizione fetale tutti ci eravamo affrettati a rimpiangere di non aver trattato coi suoi assassini.
A prescindere dalle polemiche di parte, che giudico sterili, su chi sia il suo editore e quale sia la sua parte politica, Saviano scrive che t’incolla alla pagina e che sembra un romanzo.
Da due giorni ha deciso di fare la guerra ad Abete. Non lo sa che è un incompetente dichiarato? Si è accorto solo adesso che tutto ciò che sa fare è scansarsi, per tenersi pronto a rilasciare la solita intervista quando gioca la nazionale, nascondendosi dietro le imprese dei nostri calciatori, pronto a salire sul carro dei vincitori se saranno bravi in Brasile (
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Saviano si stupisce. Ma il film noi l’abbiamo già visto. Nel 2006 è andata così.
Con la casacca della Juve tutti ladri. Con quella azzurra tutti eroi. La Federazione e i politici di allora avevano una tale esigenza di pulizia e di etica, che gli è bastato trovare in Moggi il mostro da gettare in pasto agli avvoltoi dell’informazione, che non hanno perso l’occasione per farlo divorare al pubblico. Ora il calcio si ritrova a fare i conti non solo con gli ultrà, ma con il fair play finanziario e il ranking che cala.
A pochi minuti dalla fine di Juventus Atalanta lo speaker dello Juventus Stadium ha chiesto ai tifosi di rimanere seduti al loro posto per rendere possibile l’omaggio che i calciatori bianconeri volevano rendere da vincitori del 32° scudetto, senza che nessuno si scomodasse ad avvicinare nessun capo ultrà per domandargli alcunché. A parte chiedersi se l’Olimpico sia dotato di un impianto acustico per le comunicazioni ai tifosi,
ciascuno dovrebbe chiarire a se stesso quanto gli piacerebbe stare seduto in curva a prendere ordini dalla carogna di turno. E le autorità, di bocca larga quando intendono riportare le famiglie allo stadio, dovrebbero ricordarsi come sono stati trattati i bambini che avevano preso il posto in curva degli ultrà della Juve.
"Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné". (Da un canto degli studenti parigini del maggio '68 ripreso da F. De André nella sua “Canzone del maggio”) (
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