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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 08/05/2014 09:42:43
Palazzi di carta e di incertezze

 

E’ difficile tenere il conto delle occasioni in cui, organi di giustizia sportiva, si smentiscono da soli dando due versioni discordanti di una stessa situazione.
Ma è facile in questo marasma di smentite e accomodamenti vari, scorgere la vera natura della giustizia sportiva.

Tosel, forte del referto degli ispettori federali presenti all’Olimpico, ha messo nero su bianco la trattativa: «I tifosi del Napoli intendevano invadere il campo qualora il capitano della loro squadra non si fosse recato sotto la curva per parlare con i capi degli ultrà. Il vice procuratore Ricciardi contattava il dottor Failla (responsabile dell’ordine pubblico) in quanto gli steward erano allarmati dalle richieste dei tifosi campani. Dopo i colloqui intercorsi tra Failla e i dirigenti del Napoli, il capitano veniva scortato sotto la Curva Nord, ove rassicurava i tifosi, comunicando loro che l’incidente occorso ai tifosi feriti circa 3 ore prima della gara non aveva alcun collegamento con ragioni di tifoserie e/ o di Polizia». Ed ancora : «Hamsik trovava come interlocutore un individuo (Genny ‘a carogna), postosi a cavalcioni della vetrata delimitante la Curva Nord. Alla conclusione del “colloquio”, con 45’ di ritardo, la gara poteva iniziare».
Ricostruzione che lascia poco all’immaginazione anche perché, il tutto è stato fatto sotto gli occhi delle telecamere ed in diretta televisiva.
Brutta figura per l’Italia e soprattutto per tutte quelle autorità accorse allo stadio per l’evento. Sarà anche per questo che gli stessi esponenti, in coro, stanno cercando di minimizzare l’accaduto escludendo la “trattativa”.

Come sempre si va oltre ed entra in campo Palazzi, il procuratore della Figc, che smentisce quanto affermato da Tosel cercando di darne una lettura diversa, che appoggia la tesi voluta dalla politica: «Da giurista (e non da capo della Procura della Figc, ndr) posso solo dire che l’analisi della motivazione della decisione del giudice sportivo non consente la conclusione che ci sia stata una trattativa». (Link)
Siamo stati testimoni di troppe situazioni gestite in questo modo, con una giustizia sportiva che si presta ad assecondare il volere della politica o del sentimento popolare, per non capire il perché, sempre Palazzi, tenta di spostare l’asticella laddove serve al potere. Quella prescrizione per l’Inter arrivata nel momento giusto, quella gestione del “non poteva non sapere” creata per condannare Conte, quegli ispettori iper sensibili da mandare allo Stadium, quelle radizioni ad hoc create solo per gli imputati di calciopoli …

Analizzando l’operato della giustizia sportiva, vedendo come, anche all’interno degli stessi organi ognuno prende posizioni diverse, deve instillare nei tifosi qualche dubbio, sull’affidabilità del sistema sportivo. Ricordiamoci che molte decisioni importanti, compresi i primi giudizi su calciopoli, sono stati giudicati dagli stessi organi e nello stesso modo, con le stesse influenze esterne, con gli stessi obiettivi e con le poche certezze sulla loro reale finalità, non certamente legate ad un ideale di giustizia.


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