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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 19/05/2014 10:43:22
PSG, City e Juventus_ Scudetti e debiti

 

Arriva l’ufficialità della UEFA sulle sanzioni che in primis PSG e Manchester City dovranno sorbirsi per aver sforato il tetto del debito massimo annuale consentito dal fair play finanziario: 60 milioni di euro più una penalizzazione consistente nel limite imposto di 21 giocatori su una rosa di 25 normalmente previsti per la CL, con un tetto salariale massimo di 240 milioni di euro che dovrebbe porre uno stop alle spese folli (Link).

Ai campioni della Ligue 1 (con 2 giornate d’anticipo) e della Premier League per la stagione 2013/2014 nessuno si sogna di contestare i titoli appena vinti facendo la cresta sulle spese, tanto sono in buona compagnia nella lista di coloro che in Europa alzano la bandiera della vittoria tenendo bassa quella della sostenibilità dei costi del calcio. La scure della Camera investigativa dell'Organo di controllo finanziario dei club è calata su altre sette squadre, a partire dallo Zenit, che si è beccato 12 milioni di euro di multa e rosa ridotta a 22/25, quindi il Rubin Kazan con 6 milioni e rosa di 21/25, l’Anji con 2 milioni e rosa di 21/25, più Levski Sofia, Galatasaray, Bursaspor e Trabzonspor, con 200.000 euro appena di sanzione.
Dalle notizie che si ricavano da Repubblica (Link) e Gazzetta (Link), forse l’unica a ridimensionare quella che un po’ a tutte le testate sembra una stangata, i nove club avrebbero raggiunto un accordo transattivo individuale con l’UEFA, configurabile in un piano comprendente in modo personalizzato una o tutte le disposizioni richieste: pareggio del bilancio, taglio dei guadagni da sponsorizzazioni, limitazione del numero dei giocatori in rosa e/o delle spese per benefit a impiegati, contributi finanziari ricavati da trattenute sui guadagni della partecipazione acquisita alle competizioni UEFA. Inoltre i 60 milioni di multa per PSG e City potrebbero ridursi a 40 con la “condizionale”, qualora le società soddisfacessero le misure finanziarie concordate con l’UEFA. Insomma, un sottobosco di ulteriori soluzioni e diluizioni che pure mantengono i club sotto la spada di Damocle di un monitoraggio continuo che dovrebbe garantire il rispetto degli accordi.

Vincere non solo non è facile, ma costa. Il prezzo salato che la Juventus si ritroverebbe a pagare non sarebbe solo la bagarre alimentata dal fuoco incrociato delle dichiarazioni di Conte e Andrea Agnelli sulla Juve che verrà, ma più prosaicamente quantificato in una cifra di 198,9 milioni di euro.
I tre scudetti dell’era post-calciopoli (http://www.repubblic...ebiti-86059063/ ) sarebbero costati a Andrea Agnelli, che al suo insediamento nell’aprile del 2010 aveva trovato nelle casse 6 milioni di euro, 159,6 milioni di perdite, ai quali si sono aggiunti a marzo 2014 38,65 milioni. Le spese per rafforzare la rosa hanno pesato molto a fronte degli utili esigui e di una mancata affermazione nelle competizioni europee, vero handicap della stagione.
Intendiamoci, la Juventus rischia poco o nulla, essendo il tetto fissato dal fair play finanziario entro i 45 milioni di euro, tuttavia l’acquisto di altre stelle inizierebbe a pesare sui conti e comporterebbe l’assunzione di un rischio. Vincere non sarebbe più un fatto meramente sportivo, ma un’esigenza dettata dal mantenimento di uno stato di salute delle finanze del club.
Buffon ha dichiarat
o che la serie positiva dei tre scudetti vinti ha risarcito la Juventus del danno di calciopoli. Certamente ha inteso significare che la gioia per queste vittorie ha riacceso il sorriso nel cuore degli Juventini. Anche se questo fosse vero, la sua frase suona sibillina.
Al di là della rabbia per un evento contrassegnato da tante ingiustizie e letture falsate di una realtà che attraverso le sentenze sia sportiva che della giustizia ordinaria accredita il campionato 2004/2005 come regolare, niente e nessuno potrà restituirci la Juventus di Capello, di Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Moggi e Giraudo. E se un filo di speranza permane per la restituzione del 28 e del 29, legittimamente vinti sul campo in ragione delle “sentenze rese”, che a suo tempo costarono agli ex dirigenti bianconeri la radiazione, non sapremo mai quanti altri titoli quella squadra avrebbe portato dentro lo Juventus Musem.
A conti fatti i tre scudetti post-calciopoli sono figli di quel ridimensionamento forzato, ma se la Juventus vince ancora e si è costruita uno stadio di proprietà, altre big quali Inter e Roma affondano nei debiti.

Se a Walter Gabbiati e a Repubblica 160 milioni di rosso e 200 milioni di debiti sembrano troppi per tre scudetti, che dire del secondo posto della Roma costato 92 milioni di euro di perdita aggregata (Link)?
Purtroppo o per fortuna in bacheca i titoli si mettono in mostra, i debiti no. Chiedere a Moratti (Link).


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