Si è appena chiuso il campionato ma non sembra finire l’odissea legata allo stadio del Cagliari calcio. Quasi una spy story.
Su
Tuttosport del 13 maggio , in un trafiletto, veniva ipotizzata a rischio l’iscrizione al campionato 2014-2015 senza l’adeguamento del Sant’Elia (entro il termine del 20 giugno, data ultima per comunicare alla Lega quale sarà il campo di “casa” per la prossima stagione). Non una novità: sono tre anni che l’iscrizione è in bilico, ma mai in pericolo, costringendo in ogni modo la squadra a girare l’Italia o a giocare senza pubblico amico in terra sarda…
Passa un giorno e il
14 maggio, sempre Tuttosport ipotizza, invece,un ritorno di fiamma per la IS Arenas. L’amministrazione del Comune di Quartu sembrerebbe disponibile nei confronti del Cagliari calcio per un immediato ripristino dell’impianto. Ricordiamo che proprio sulla realizzazione di questa struttura, è in corso un’inchiesta che porterà ad un processo per peculato per distrazione di fondi.
Il 16 maggio, la Gazzetta dello Sport annuncia, invece, il via libera per l’ampliamento del Sant’Elia che dovrebbe portare ad una capienza di 16 mila posti. Il sindaco Zedda ha comunicato che darà una corsia preferenziale per il club o la società che sia in accordo con il club per presentare il progetto.
Sarà questa l’ultima parola sulla vicenda? Certo è che la questione stadio per il Cagliari calcio non è stata sicuramente gestita bene negli ultimi anni, tanto da evidenziare chiaramente i limiti nei controlli effettuati dalla Lega. Quello che dovrebbe essere il patrimonio del calcio, sto parlando dei tifosi e della squadra, sono coloro che maggiormente sono stati penalizzati da questa situazione, che la politica e i più svariati interessi, hanno esasperato.
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