Celebrata da pochi gorni la prima udienza del processo voluto da Gianfelice Facchetti contro Moggi, il romanzo di calciopoli si arricchisce già di una nuova puntata. E mentre attendiamo di risentire oltre alle intercettazioni che videro coinvolti i dirigenti interisti, anche tutti i protagonisti di calciopoli, tra i quali anche Massimo Moratti, che a Napoli declinò l’invito, Luciano Moggi, dopo aver vinto contro Zeman e perso contro Baldini, segna un punto a suo favore in un’altra appendice di calciopoli.
La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna di primo e secondo grado contro Marco Bernardini e Giancarlo Padovan, in qualità di articolista e direttore di Tuttosport, quindi responsabile per omesso controllo, in seguito a una denuncia per diffamazione presentata da Antonio Giraudo e motivata da un articolo del 23 agosto 2006 dal titolo “
Moggi e Giraudo al TAR, che pena: i danni dovrebbero pagarli loro”. Nel marzo 2013 L’avvocato Luigi Chiappero, difensore di Giraudo, aveva spiegato, confermata la condanna in appello del 2009, come i giudici avessero ritenuto che gli epiteti e gli aggettivi usati nell’articolo fossero non solo offensivi e ingiusti, ma addirittura lesivi della reputazione e travalicassero l’esercizio del diritto di cronaca. I termini poco lusinghieri del Bernardini illustravano, come ha riportato la sentenza della Cassazione, le figure degli ex dirigenti juventini similmente a quanto fatto dal resto della stampa e dalle televisioni nell’estate del 2006, accostandoli a un’atmosfera malavitosa popolata di killer e latitanti.
Secondo l’articolo Moggi e Giraudo avrebbero dovuto pagare i danni di tasca loro, secondo la Cassazione saranno l’ex articolista e l’ex direttore di Tuttosport a versare le multe rispettivamente di 800 e 600 euro comminate dalle precedenti sentenze, più un risarcimento danni al dottor Giraudo che sembra sarà devoluto in beneficenza. L’ammontare è risibile, paragonato al danno di immagine: 5000 euro. Eppure non è forse questo il dato peggiore della vicenda, perché
per racimolare queste notizie abbiamo dovuto fare affidamento sul web, non avendo avuto larga eco a mezzo stampa e tv.
Nel corso della trasmissione mattutina di La7 di domenica, alcuni esponenti del mondo politico hanno ragionato intorno alla legge che consente l’elargizione di
contributi all’informazione e qualcuno ha affermato che essa è necessaria per tutelare le piccole testate e consentire che si possa fruire di una pluralità dell’informazione vera, in modo tale che non siano solo i grandi canali, quelli sostenuti dai maggiori imprenditori, a operare la scelta e l’interpretazione delle notizie. Le vicende di Moggi e Giraudo sono sempre state emblematiche di questo problema. In soccorso a Gianfelice Facchetti sono venuti in questi giorni La Gazzetta dello Sport (
Link) e Il Fatto Quotidiano (
Link), che hanno riportato le sue parole sia quando ha invitato Zanetti a presentarsi in tribunale, sia quando ha contestato la relazione di Palazzi, reo a suo dire di non aver contestualizzato certe intercettazioni.
Sia noi della redazione di GiulemanidallaJuve che tutti gli altri blogger che in questi anni hanno lavorato per diffondere le notizie di calciopoli senza prendere un euro, abbiamo passato anni a spiegare perché Moggi e Giraudo abbiano subito una gogna mediatica senza essere andati oltre i comportamenti di tutti gli altri dirigenti di calcio. Proprio in occasione delle intercettazioni che hanno visto coinvolto Giacinto Facchetti fu Travaglio per il blog di Grillo (
Link) a interessarsi di una contestualizzazione che spiegammo a suo tempo essere errata perché non teneva conto della consequenzialità di quelle telefonate (Facchetti/Mazzei antecedente a Bergamo/Facchetti).
Secondo Gianfelice Facchetti calciopoli è ancora ferma al “
metti Collina”, mentre “
se per anni parlando di giustizia sportiva abbiamo sentito parlare di una giustizia sommaria, nulla è più sommario di chi condanna un uomo morto da diversi anni senza neanche dargli la possibilità di difendersi e di rispondere”. Gianfelice dimentica (o vuole omettere) che non furono le difese degli imputati del pocesso calciopli o tifosi più o meno rancorosi a lanciare accuse che gli sembrano terribili, fu proprio Moratti a scaricare su Facchetti senior le responsabilità di dossieraggi e pedinamenti: "
Nucini e tutto quello che è venuto dopo li ha seguiti Giacinto".
Ricordando l’impegno che La Gazzetta dello Sport mise a disposizione degli inquirenti attraverso i giornalisti Galdi, che a lungo collaborò con i carabinieri di via In Selci, Piccioni e Palombo, misteriosamente in grado di dare in anticipo le sentenze di calciopoli, gli affannosi tentativi di Marco Travaglio, le deposizioni di Fabio Monti e Fulvio Bufi a Napoli, a noi sembra di poter dire con franchezza che ci dispiace dover affermare che Moggi abbia l’unico torto di essere ancora vivo.
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