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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di G. FIORITO del 03/06/2014 14:53:33
I “Boys” del Parma. Tifosi o capponi?

 

L’esclusione del Parma dall’Europa è uno scandalo dai forti significati” (Link). Così Bruno Bartolozzi per il Corriere dello Sport, accusando le istituzioni sportive di inadeguatezza e quelle dello Stato di complicare la vita alle aziende con prescrizioni fiscali e regole a dir poco complicate, per finire nell’ovvia considerazione che nemmeno quelle europee sanno essere all’altezza del loro ruolo, bensì forti con i deboli e deboli con i forti. Esse graziano esigendo una semplice multa PSG e Manchester City, freschi vincitori dei rispettivi campionati francese e inglese, per aver violato le norme sul fair play finanziario, senza privarle dei titoli vinti, ma escludono il Parma dalla EL conquistata sul campo.

Il giornalista del Corriere non avrebbe potuto esprimere meglio il mio pensiero, comune credo alla più parte di chi mastica un poco di calcio. Senonché il gruppo storico dei “Boys”, gli ultrà ducali, ha emesso una nota in cui i tifosi si sono sentiti in diritto di dare vita a una contestazione espressa con queste parole: “La sensazione che ci rimane è comunque quella dell'ingiustizia. Non abbiamo comprato partite, chiuso arbitri negli spogliatoi o somministrato EPO ai giocatori, non abbiamo falsato un campionato come spesso accade nel nostro Bel Paese, anzi il titolo ce lo siamo conquistati proprio onestamente!" (Link).

Anzitutto occorre correggere la nota, evidentemente diretta alle vicende processuali che in questi anni hanno investito la società Juventus. 1) Secondo il tribunale di Reggio Calabria, che archiviò il caso già nel 2007, molto tempo prima che se ne argomentasse al processo di Napoli, non risulta che alcun arbitro in Italia sia stato rinchiuso in nessuno spogliatoio; 2) nessun calciatore della Juventus né alcun suo dirigente ha mai fatto uso o somministrato o fatto somministrare ad alcuno EPO, come risulta dalle sentenze del processo per doping fortemente voluto dal giudice Guariniello. Checché ne pensi Marco Travaglio, che pur avendo letto le carte, come ama dire, non ha capito che l’unica accusa rimasta irrisolta in cassazione per effetto della prescrizione riguardava l'abuso di farmaci legali. Inoltre, quando la RAI trasmise il servizio della flebo di Cannavaro, bisogna ricordare che il filmato era relativo al periodo di militanza del calciatore proprio nel Parma; 3) il campionato 2004/2005 relativo ai fatti di calciopoli è stato dichiarato regolare dalla sentenza sportiva e da quella della giustizia ordinaria; 4) quanto a comprare partite, la questione si fa più complicata, ma a parte l’accusa rivolta a Conte per omessa denuncia, la Juventus non è stata citata in causa per nessun caso.

Se si può comprendere lo sconforto di una tifoseria, non si riescono a capire le motivazioni per le quali se un moto di ribellione deve nascere esso debba essere rivolto alla Juventus, che non ha avuto nessuna parte in causa in questa vicenda, avendo vinto il campionato e non beneficiando dell’esclusione del Parma dalla EL trovandosi legittimamente a disputare la prossima CL.

Non è degno di una nazione civile dover constatare come anni di disinformazione abbiano creato un “diffuso sentimento popolare” che in Italia individua la rovina del calcio nella Juventus e non in chi il calcio amministra e cioè la FIGC.

Negli anni passati Juventus e Parma hanno vissuto una bella rivalità che le ha condotte a giocarsi sul campo titoli italiani e europei. Il 14 maggio 1992 il Parma vinse una Coppa Italia battendo la Juventus. Nel 1994/1995, dopo aver vinto una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea, si aggiudicò una Coppa Uefa battendo in finale ancora la Juventus. Nel Parma hanno mosso i primi passi della loro carriera di allenatori Zeman, Sacchi, Prandelli e Ancelotti e hanno giocato grandissimi calciatori come Zola, Buffon, Cannavaro, Thuram, Crespo, Chiesa, ecc. Prima che lo tsunami provocato dal crack di Calisto Tanzi, essendo il Parma di proprietà della Parmalat negli anni ’90, rischiasse di travolgere la società e condurla al fallimento. “Dagli atti dei processi in corso appare come Calisto Tanzi fosse riuscito a creare un sistema perverso dal quale per anni hanno tratto la propria convenienza politici, banche, giornali, ma non i piccoli investitori, sui quali si sono invece riversati gli enormi costi di un'esposizione debitoria accumulatasi negli anni senza essere frenata da nessuno dei soggetti istituzionalmente deputati a vigilare sulla solidità patrimoniale della Parmalat (Consob, Banca d’Italia, società di rating, società di revisione)” (Link).

Nel Bel Paese persiste la pessima abitudine di guardare la pagliuzza negli occhi degli altri prima di prendere atto della trave che nei propri impedisce la visione della realtà dei fatti. Comportandosi come i capponi di manzoniana memoria, cioè beccando gli avversari di tifo, gli ultrà del Parma in che modo intendono essere utili alla loro causa?

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