Già tempo fa Klemens von Metternich l’aveva detto (a dire il vero in senso meno dispregiativo di come la frase venne tramandata ai posteri): “L’Italia altro non è che un’espressione geografica”. Aforisma che fa il paio con l’altra frase storica attribuita (forse erroneamente) al D’Azeglio: “Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli Italiani”.
Perché tutti sappiamo bene cosa sia “l’Italia”, quella penisola con un’originale forma a stivale che ognuno riconosce all’istante sul mappamondo, circondata dal mare, che va da Vipiteno a Pachino, da Ventimiglia a Gorizia.
Quando si parla di Italiani, invece, il discorso è un po’ più complicato. Ci aveva provato anni fa Toto Cutugno, auto-consegnatosi alla storia con quel ritratto in due strofe accompagnate da una chitarra, dove curiosamente si citava quel “Partigiano come Presidente” che in un Mundial di tanto tempo fa se ne fregò di qualsiasi protocollo saltando in piedi in tribuna all’urlo di “Non ci prendono più, non ci prendono più”.
Già, il Mundial dell’82. Come dire mille anni fa, alla luce delle notizie che arrivano in questi giorni dal pianeta Papalla.
L’ultima che ci arriva via Twitter è lo sfogo di Mario Balotelli, al centro delle polemiche, in risposta al commento di un tifoso. “Non sei Italiano”, gli avrebbe detto costui.
Chi scrive si era già ampiamente espresso contro i “Bu Bu” che accompagnano ogni esibizione calcistica del giovane talento, che di fatto spostano il focus della questione da antipatie personali, da critiche più o meno fondate ma sempre legittime, al becerume razzista. Anche in questa occasione il concetto è lo stesso.
Il commento citato, infatti, è due volte sciocco.
Prima di tutto perché offre a “Supermario” un assist che nemmeno Pirlo, e a differenza di quanto fatto contro il Costarica, questa volta Balotelli non si lascia sfuggire l’occasione ed insacca,
spostando la questione sul facile terreno del razzismo e rendendosi immune da qualsivoglia critica in campo calcistico. Ho la coscienza a posto, ho dato tutto quello che avevo, voi ce l’avete con me solo perché ho la pelle nera.
Che poi sul fatto di “dare tutto quello che aveva” mica ha tutti i torti. Perché la colpa non è sua. E’ di chi per anni ce l’ha dipinto come un Pelè però più bravo, chiudendo occhi, naso e orecchie davanti agli eccessi del personaggio, giacchè in fondo sono proprio quelli che fanno “vendere”. Balotelli è un bravo calciatore ma nulla più, soprattutto per una questione di mentalità. E lo dissi in tempi non sospetti: Mario, io ho passato anni sui campetti di provincia sognando la maglia azzurra, ma purtroppo Madre Natura non mi ha mai dato le doti necessarie. Tu le hai avute, e non sai quanto mi fa incazzare vedere che le butti nel cesso.
Secondo, perché –checchè ne pensi l’anonimo twittatore- Mario è Italiano. E’ Italiano al 101%. Quell’Italiano che sono io, che sei tu che leggi, che siamo tutti noi. Quell’Italiano dei film dei Vanzina. Quell’Italiano che la colpa non è mai mia, ma è del Sistema. Quell’Italiano che i politici rubano tutti ma poi telefono al cugino Assessore per far avanzare la mia pratica. Quell’Italiano che non potevo pagare le rate di condominio perché ci sono delle priorità; dovevo comprare la sella tamarra con le frange per l’Harley. Quell’Italiano che sono tutte mignotte tranne la mamma. Quell’Italiano che le leggi valgono per gli altri, ma per me c’è sempre una scusante. Quell’Italiano che si schifa che le veline la diano ai calciatori. Quell’Italiano che invidia tantissimo che le veline la diano ai calciatori. Quell’Italiano che bisogna avere il pugno di ferro, ma ovviamente poi noi ci mettiamo d’accordo.
Mario chiude il suo sfogo su Twitter con una frase importante: “I Negri (come li chiamate voi) non avrebbero mai abbandonato il proprio fratello, su questo sono molto più avanti di voi”.
Hai ragione, Mario. I “negri” non avrebbero mai abbandonato un loro fratello. Non si sarebbero mai ritenuti intoccabili, non avrebbero preteso che tutta una squadra (e non parlo solo della Nazionale) giocasse al proprio servizio, non avrebbero fatto quella pagliacciata dell’album di figurine con solo la propria faccia, non sarebbero sfuggiti alle critiche rifugiandosi su un pullman invece di bere insieme l’amaro calice.
I “negri” non l’avrebbero fatto.
Ma tu, Mario, non sei “negro”, tu in questo caso sei il più Italiano di tutti. La nostra pagina facebook
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