Giulemanidallajuve
 
 
 
 
 
 
 
  Spot TV
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di F. DEL RE del 09/07/2014 13:27:01
20 anni fa...

 

Vent'anni fa, più o meno di questi tempi, iniziava un'avventura nuova per la Juventus. Il campionato 1993/'94, l'ultimo del "Trap-bis", si era concluso ancora una volta, la nona di fila, senza vincere lo scudetto. I tre anni di revival, con Boniperti in plancia di comando e con Trapattoni in panchina, non avevano prodotto gli stessi risultati entusiasmanti del periodo '76/'86, ma solo la conquista di una Coppa UEFA, quando ancora tale manifestazione aveva il suo fascino, e due piazzamenti in campionato, subito dietro il Milan di Capello. Non solo: quel periodo aveva lasciato, da un lato, una squadra che a livello tecnico-tattico necessitava solo di aggiustamenti mirati per poter competere con la corazzata rossonera, ma, dall'altro, una voragine a livello economico.

L'Avvocato Agnelli decise, quindi, di intraprendere una rifondazione totale; la famiglia avrebbe seguito direttamente le operazioni attraverso la sapiente gestione di Umberto Agnelli, che nella storia del club aveva già dimostrato, giovanissimo, di avere idee e competenza fuori dal comune. Il primo passo del Dottore fu quello di sostituire in toto la dirigenza, sollevando dall'incarico Boniperti, vecchio e non più adeguato ai tempi, e di incaricare un triumvirato formato dal Vice-Presidente Esecutivo Roberto Bettega, bandiera bianconera indiscussa, dall'Amministratore Delegato Antonio Giraudo, uomo di fiducia del ramo umbertiano della famiglia, e dal Direttore Generale Luciano Moggi, da tutti riconosciuto come il più esperto e competente dirigente calcistico in circolazione.

L'impresa sembrava ardua, per non dire impossibile, in quanto la missione del triumvirato era quella di riportare sì la Juve ai fasti sportivi che le competevano, ma anche di farlo senza l'ausilio di alcun investimento economico da parte della proprietà. Il secondo passo fu quello di sollevare dall'incarico Trapattoni, per consegnare la panchina ad un giovane allenatore che tanto bene aveva fatto a Napoli: Marcello Lippi; il terzo fu quello di autofinanziare la campagna acquisti con le cessioni di giocatori importanti, ma che non avevano dato il contributo auspicato, quali Julio Cesar, Dino Baggio e Moeller, sacrifici necessari per acquistare giocatori che si rivelarono subito adeguati al nuovo corso tecnico, a dimostrazione che l'intuizione di portare Moggi a Torino fu esatta. Questi giocatori furono i terzini Jarni e Alessandro Orlando, lo stopper Ferrara, i registi di centrocampo Deschamps, Paulo Sousa e Tacchinardi e l'eclettico mediano Fusi.

Fu l'inizio di un'avventura incredibile, perché quella squadra mostrò un calcio spettacolare, grazie ad un 4-3-3 offensivo, ma estremamente equilibrato; vinse subito scudetto e coppa Italia, impresa riuscita prima soltanto alla Juve di Charles, Sivori e Boniperti ed al Napoli di Maradona, e lasciò soltanto la Coppa UEFA al Parma, in una doppia finale tanto bella quanto sfortunata nell'epilogo. Fu anche l'inizio di una gestione manageriale rivoluzionaria, vincente, che portò negli anni i tifosi ad appassionarsi non solo alle sorti dei calciatori o dell'allenatore, ma anche alle strategie dei suoi dirigenti, riconosciuti come i principali artefici del miracolo sportivo. Essi furono ribattezzati come "La Triade", quasi fossero un'entità unica tricefala.

I successi si susseguirono negli anni: sette scudetti, una Coppa dei Campioni, una Coppa Italia, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Europea e tre Supercoppe Italiane; furono anni intervallati anche da sconfitte dolorose, come gli scudetti persi nel 2000 e nel 2001 o le finali di Champions' League del 1997, 1998 e del 2003, ma sempre in linea con una tradizione di eccellenza mondiale che si andava consolidando di anno in anno, sempre a costo zero, sempre un passo avanti. Già: perché dal 1998 la Triade, o meglio: il suo AD Giraudo, iniziò a lavorare all'ambizioso progetto di rendere la Juve non solo autosufficiente, quello lo era già da quattro anni, ma anche economicamente stabile, capace di moltiplicare i ricavi e di generare persino utili. Nasceva, così, il progetto stadio, la colonna portante della futura gestione del club, che nel frattempo sarebbe diventato uno dei più ricchi d'Europa.

Le vie della gloria erano tracciate su solchi ben precisi: stadio, merchandising, diritti TV, sponsorizzazioni top, gestione sportiva di altissimo livello. Dodici anni di durissimo lavoro stavano per dare i suoi frutti definitivi. Ma questi frutti non si videro mai o al più furono colti, come nel caso dello stadio, da altri; un frutto più modesto, meno lungimirante. Un frutto "geneticamente modificato" dai fatti che si susseguirono dal Febbraio 2003 fino ad un maledetto primo Maggio del 2006. La morte dell'Avvocato; un anno e mezzo dopo, quella del Dottore. I viaggi e gli incontri a Marrakech; nuovi dirigenti che si insidiavano, avete letto bene: non che si insediavano, ma che si insidiavano all'interno del CDA.

Poi la fine. La Farsa. Dodici anni di eccellenza polverizzati da un comunicato bislacco, senza senso: "siamo vicini all'allenatore ed alla squadra...". Vi risparmio la penosa cronistoria di tutto quello che successe da allora fino ad oggi, tanto ormai sono fatti scolpiti nella nostra anima più che nella nostra mente, sono fatti che chiunque ami questi colori conosce ed odia. Altri otto anni sono passati da quegli eventi. La Juventus è tornata ad essere se stessa solo e soltanto sul campo, grazie, in gran parte, ai meriti di un uomo che quella avventura la visse sin dall'inizio e per ben dieci anni, un uomo che per questi motivi ha subito un trattamento simile a quello riservato ai suoi dirigenti di allora. Dodici e otto fanno venti. Vent'anni. Un numero simbolico per una ricorrenza. La ricorrenza dell'inizio di un'avventura straordinaria, che si sarebbe rivelata anche l'inizio della nostra fine.

Noi non dimenticheremo mai! Noi non ci arrenderemo mai!


La nostra pagina facebook

La nostra pagina twitter

Commentate con coi sul nostro forum!

 
  IL NOSTRO SONDAGGIO
 
Dopo la Cassazione su Moggi, cosa dovrebbe fare ora la Juve?
 
  TU CON NOI
   
 
   
 
  AREA ASSOCIATI
   
 
 
 
  DOSSIER
   
 
   
 
  LETTURE CONSIGLIATE
   
 
   
 
   
 
  SEMPRE CON NOI
   
 
   
 
Use of this we site is subject to our