E ora? Ora che Antonio Conte ha dato le dimissioni, pardon, lui e la Juve hanno «
consensualmente rescisso il contratto», che succede? Succede che il tifoso maturo evita di inveire contro l'ormai ex tecnico bianconero e si concentra su quel «
consensualmente rescisso» e capisce che in fondo è stata la Juventus a non voler trattenere l'allenatore. Perché è chiaro fin dallo sfogo di maggio che alla peggio l'allenatore era disposto a rispettare anche
obtorto collo il contratto, magari accontentandosi quello che passava il convento.
Oggi si parla di divergenze sugli acquisti, sulle cessioni, sulle ambizioni, di promesse non mantenute. La realtà dei fatti è che la proprietà non ha fatto nulla per trattenerlo, non ha sposato la legittima ambizione del tecnico e dei tifosi e soprattutto non è stata chiara sugli obiettivi. Ormai c'era distonia tra le due parti. In buona sostanza Andrea Agnelli gli ha lasciato la porta aperta, il che altro non significa che “se vuoi puoi andare”.
Quindi non parliamo di tradimenti e cose simili, se davvero la dirigenza avesse voluto trattenere Conte gli avrebbe imposto il rispetto del contratto. In questo triste momento il tradimento avrebbe avuto diritto di cittadinanza solo se ci fossero state le dimissioni unilaterali.
La storia si ripete, «sono successe cose riprovevoli», noi siamo vicini a Conte.
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