«Un atto dovuto», così Abete ha definito la scelta di presentare nel comitato di Presidenza un’azione risarcitoria civile da parte della Figc nei confronti dei soggetti condannati o prescritti dalle sentenze d’Appello di calciopoli, tra cui Moggi e Giraudo. Un gesto coraggioso, per chi su calciopoli aveva scelto di dichiararsi incompetente, quello di non lasciare la patata bollente al suo probabile successore Tavecchio (altro incompetente e di fede nerazzurra…). Abete, presidente dimissionario,
si è sentito improvvisamente responsabile legale di una federazione che amministra anche soldi pubblici, motivo che lo ha spinto a chiedere risarcimenti in presenza delle sentenze di calciopoli. Ciò anche per prevenire il possibile intervento della Corte dei Conti.
Questa è almeno la versione ufficiale presentata dalla stampa, da sempre amica sull’argomento legato allo scandalo del 2006. Da far notare che nessuno, tranne la nostra Associazione, aveva evidenziato come anche la scellerata gestione delle spese degli azzurri in Brasile poteva configurarsi come dispendio di soldi pubblici (
Link), chiedendosi perché nessuno avesse pensato di chiamare in causa la Corte dei Conti (
Link). Insomma, un altro passaggio che mostra una gestione dove la responsabilità è a giorni alterni ed in base alla convenienza ed all’opportunità del momento.
Quello che non è mai mancato alla Federazione, come conferma anche quest’ultimo atto di Giancarlo Abete, è il
fronte comune su calciopoli che negli anni ha visto difendere la posizione assunta nel 2006, anche quando le evidenze mostravano chiaramente crepe profonde nelle accuse. Si rivedono i soliti protagonisti ripetere il giochino di dichiararsi una volta competenti per condannare ed un’altra incompetenti per non prendere decisioni che mutassero lo
status quo raggiunto sposando la farsa.
Dall’altra parte non è mai esistita una difesa degna di tale nome, con la Juventus (che dalla scandalo ha subito maggiori danni), adeguatasi a logiche di interessi
che non hanno mai spinto in modo convincente ad una difesa della sua storia. Proprio come in questo momento, con in ballo una poltrona in consiglio federale per Andrea Agnelli (vice presidenza), e la ventilata possibilità del ritiro del ricorso al Tar (presentato dalla Juventus come richiesta di risarcimento per calciopoli) messa nera su bianco dai tutti i media, che rappresenterebbe motivo di esclusione alla corsa per l’ambita poltrona in seno alla FIGC…
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