Da quando esiste la statistica, da sempre, praticamente, ci scontriamo tutti i giorni con "l'Italiano medio".
Questo misterioso personaggio a cui mostri sacri della commedia italiana hanno più volte tentato di dare un volto e un corpo: dal Ragionier Ugo Fantozzi al Borghese piccolo piccolo, questa persona ha di volta in volta incarnato i nostri lati forse più oscuri, ma senza dubbio più veri.
Quest'uomo che "tiene famiglia", che si lamenta del Governo ma che chiede all'idraulico di non fare fattura. Che cura il suo proprio orticello e lo difende dagli altri Italiani medi. Che si nutre di grandi ideali ma che poi nella vita è e rimane un uomo piccolo, piccolo, quasi invisibile, perchè si confonde nella massa.
Fedele senza nemmeno conoscerlo al motto giapponese "il chiodo che sporge è quello che si becca la martellata" si nasconde nella sua mediocrità. A volte, chiuso nella sua stanza, sogna imprese mitiche, si immagina campione del mondo o trionfatore della hit parade... ma poi ama tornare alla sua mediocrità: nessuno che ti chiede di metterti in gioco, nessuno che pretende che tu ci metta la faccia.
Ora, grazie ad un'intervista rilasciata da Beppe Marotta (al quale non cesserò mai di dire grazie per le operazioni Pogba, Tevez e Llorente) scopriamo che nel calcio esiste anche...
l'attaccante medio. Per anni ce l'hanno menata con il famoso Top Player. Espressione esterofila per definire un "giocatore con i controc...", quello che devi comprare a tutti i costi, perchè se no non hai speranze in Champions', quello che porta gli abbonamenti, quello che fa la differenza.
Oggi invece scopriamo che la Juve è alla ricerca di un "attaccante medio". Un qualche Carneade per fare il sostituto di Tevez, Llorente e Morata.
Di per sè il ragionamento fila. Non avrebbe senso acquistare un Etò'o o un Drogba, strapagandolo come un sultano, per tappare i buchi (come ad esempio si è già fatto con Anelka, che ha accumulato un minutaggio in bianconero pari a quello di una partita a pinacola).
Ovvio che però la prima domanda sorge spontanea: se il tuo "attaccante medio" ha un ingaggio che comunque si calcola in qualche milione,
valeva davvero la pena di far fare le valigie a Vucinic e Quagliarella e cercare delle alternative? (Tra parentesi, parlando di punte Juventine: è di qualche giorno fa la notizia che Iaquinta ha intenzione di dire basta col calcio giocato; auguri per una possibile carriera da allenatore!)
Non solo: chi scrive, pensando a sostituti e tappabuchi, non può fare a meno di cadere senza rete in un incubo senza tempo, come i ragazzini di It con Pennywise il Clown.
Vero è che nelle ultime due stagioni i goal che hanno praticamente consegnato lo scudetto alla Juventus sono arrivati dai cosiddetti rincalzi come Borriello e Osvaldo, ma la mente dribbla questi ricordi gioiosi e punta dritta ad una sera del 1986...
Le Roi Michel è pronto a guidare la battaglia contro il Barcelona: all'andata si è perso 1 a 0 al Camp Nou, ma l'impresa è fattibile. L'unico problema è che là davanti manca la punta titolare, quell'Aldo Serena che oggi fa il commentatore. Al suo posto Marco Pacione, giovane attaccante arrivato dall'Atalanta.
Una, due, tre volte il piede vellutato di Platini mette Pacione davanti alla porta blaugrana... ma ogni volta la punta di Chieti cicca l'occasione d'oro. Un goal di Archibald poi ammutolisce lo stadio e segna anticipatamente la fine della carriera in bianconero del giocatore.
A questo punto io mi chiedo: è così difficile per il nostro calcio prendere un ragazzino, metterlo a bordo campo a "studiare" quel tizio con il volto da Indio e la maglietta di Fuerte Apache e fargli giocare un secondo tempo col Sassuolo o col Chievo? Come dico spesso, all'estero prendono ragazzini di questo tipo e si ritrovano per le mani i Fabregas e i Messi.
Noi invece i ragazzini li mandiamo a "maturare" in serie B. E poi in C. E poi a finire la carriera in Eccellenza come "promesse mancate".
A meno che tutto questo sia destinato, come anni fa, a farci tornare non "vincenti" ma "simpatici". Che poi simpatici a chi non si sa, visto che il nostro pullman negli anni "Smile" ha avuto più danni che tutto un film di Arma Letale, per la cronaca.
Nel qual caso, non me ne vogliano lor signori, la mia risposta può essere una ed una solamente.
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