"I buoni sono quelli che decidono chi sono i cattivi" questa massima ineccepibile non è di un fine pensatore ellenico o di un filosofo dei giorni nostri, bensì di Lucy Van Pelt, scorbutico, iroso e spesso tranchant, ma sicuramente schietto e genuino personaggio dei Peanuts (sì, quelli di Charlie Brown e Snoopy, per intenderci).
Da sempre, per essere eletti agli onori degli altari o dei piedistalli, ci sono due strade. O uno si fa un mazzo così, dedicando la sua vita (e spesso rischiandola) a giuste cause, spesso misconosciute ai più, o molto più semplicemente una mattina si sveglia e punta il dito. Niente di più, niente fatica, niente rischi. Si punta il dito contro un nemico, contro un cattivo. Un cattivo che necessariamente deve essere identificato, ma che poi mantiene intorno a sè un alone di mistero, qualcosa di indefinito, quei "poteri forti" che sono causa di tutti i mali del mondo. A questo punto il gioco è fatto. Non c'è bisogno di fare altro, specie nel nostro mondo dove alla stampa e alle televisioni si è aggiunta la palude maleodorante di internet, dove ogni bufala raggiunge milioni di persone in poche ore, a partire dagli spaghetti fatti col grano tossico fino ad arrivare ai microchip sottopelle per controllarci a distanza. E non serve nemmeno sbattersi tanto per fare qualcosa, tanto se un giorno qualcuno ti rinfacciasse la mancanza di risultati, qualsiasi sia il tuo campo, potrai sempre accusare quei "poteri forti" di intralciarti, di ostacolarti... dopotutto se sono "poteri forti" mica possono permettere che un pinco pallino qualsiasi li smantelli in due minuti, no?
Proprio oggi giunge la notizia dell'esonero di Mister Zeman dall'incarico di Allenatore del Cagliari Calcio... sembrano lontani mille anni i giorni del suo arrivo in Sardegna, quando veniva acclamato tra gli osanna come il nuovo condottiero che avrebbe portato i rossoblù in Europa. Il Cagliari oggi langue ai margini della zona retrocessione, nonostante alcuni elementi di indubbio valore in rosa (Ibarbo, Cossu, Rossettini per dirne solo alcuni) e questo anche grazie ad alcune scelte scellerate del suo mister. Una tra tutte, fresca fresca, quella di affrontare la Juventus con una linea difensiva formata da quattro "centrali". Già, ma probabilmente è lui che è troppo avanti, noi siamo troppo ignoranti per capirlo.
E così Zeman se ne va. Decimo esonero, di cui però è lui stesso a farsene vanto. Infatti il Boemo paga, da sempre, il suo aver detto coraggiosamente "no" ai poteri forti del calcio. Fin dai tempi del famoso Foggia di Zemanlandia... quel tecnico era pericoloso, doveva essere stroncato immediatamente. E così questa immane Piovra del calcio, per comodità (e per il piacere degli antijuventini di tutta Italia) incarnata dal Grande Chtulhu Moggi aveva mosso i suoi lunghi e viscidi tentacoli contro di lui. Ovunque andasse, non sarebbe mai più riuscito a ripetere i miracolosi risultati del Foggia di Signori e Ciccio Baiano. Neppure la fuga a Istambul gli garantiva sicurezza: anche il Fenerbahce lo cacciò dopo tre mesi. Colpa di Moggi, senza dubbio.
Ma lui mica si perde d'animo, no... sa che basta solo qualche denuncia ad effetto: farmaci, partite truccate... tutto fa brodo, tanto un giornalista pronto a raccogliere le sue parole coraggiose e schiette lo si trova sempre.
Tolta la parentesi del Pescara (che guarda caso aveva in squadra Immobile, Verratti, Insigne, Konè... mica pizza e fichi, insomma...) che comunque è giustificabile col fatto che anche le piovre più feroci qualche volta fanno il riposino, il triste ruolino di marcia continua con la Roma (solo io ricordo le trasmissioni radio interrotte per salutare in diretta il suo arrivo a Trigoria?) e oggi con la squadra che fu di Giggiriva. Solo che stavolta il Rombo di Tuono è quello dei dirigenti, che cacciano un allenatore che in questi mesi è riuscito a far felice solamente il tabaccaio vicino alla Sede.
Comunque va tutto bene, Signor Zeman. Si appunti pure sul bavero la stellina d'oro per celebrare i dieci esoneri. Tanto, sono sicuro, nessun giornalista dirà che ci sia anche l'ombra di un suo demerito. Lei è troppo avanti per il nostro calcio, e soprattutto è troppo onesto per questo mondo pieno di malaffari. Specie poi se ai "cattivi" gli mettiamo una maglietta bianconera; quello è garanzia di poter essere etichettati per l'eternità come "buoni", come dice Lucy.
Buon Natale, Signor Zeman. Colga l'occasione di passarlo in famiglia, con i suoi. Ah, e se il panettone del cenone le rimanesse indigesto, non c'è problema. Se guardiamo bene, se indaghiamo la colpa sarà di sicuro della Juventus.
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