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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 09/01/2015 10:59:17
Tifo vietato

 

"Incentivare la partecipazione dei tifosi allo stadio", quante volte abbiamo sentito ripetere questa litania dai rappresentanti del nostro sport? Eppure, quando si passa dalla teoria ai fatti, la realtà mostra tutt’altro che un’apertura al tifo. Domenica prossima il San Paolo ospiterà la Juventus che non potrà contare sul supporto dei propri tifosi.

Ma cosa è successo? La Digos aveva allertato l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive e le istituzioni sui rischi del match. Per cercare una soluzione che potesse garantire sicurezza, la mattina del 2 gennaio era stata indetta una riunione con i due club disertata dal responsabile dei servizi logistica del Napoli, ufficialmente per indisposizione (“salvo poi risultare in servizio al San Paolo nella stessa giornata” come scrive Repubblica). Non essendo stato possibile trovare soluzioni alternative, il prefetto ha firmato un provvedimento per chiudere il settore ospiti.

Al momento in cui scriviamo sul sito del CASMS (Comitato Analisi e Sicurezza delle Manifestazioni Sportive) nelle ultime “determinazioni” non appare questa decisione, né nella n. 47 del 17 dicembre, né nella successiva n. 48 del giorno 23 (documenti in cui si valutano le partite di questo turno). Infatti prima ancora che la Juventus venisse ufficialmente informata, la società partenopea aveva messo a disposizione dei propri sostenitori i tagliandi del settore ospite.

Un episodio che riporta alla mente quello strano rinvio della partita, sempre con la Juventus, del novembre 2011, con la società torinese già in terra campana e il Napoli reduce dalla fatiche di champions con il Bayern Monaco. Un rinvio per maltempo mentre sul San Paolo splendeva un bel sole, dopo una riunione indetta in fretta e furia dalle autorità locali, a cui doveva partecipare il responsabile della Juventus che però non fu nemmeno avvertito. In molti pensarono a delle pressioni esercitate dai partenopei stanchi per le fatiche di coppa…

Cercare di essere dei tifosi corretti non comporta necessariamente fingere di non capire l'ennesima presa in giro o ricorrere alla solita affermazione di circostanza “la Juve devi vincere ugualmente …” per giustificare sempre e comunque quell’accanimento verso la squadra bianconera.

Se lo stadio non è in grado di ospitare una partita importante di campionato e soprattutto se la SSCNapoli non riesce a garantisce sicurezza per i tifosi ospiti, non dovrebbero permetterle di organizzare, a proprio uso e consumo, una partita così importante. Oltre ai limiti di sicurezza della struttura. che ricordiamo sono stati contestati dalla stessa Uefa, anche gli assalti dei calorosi e coloriti tifosi partenopei alla squadra ospite (sassaiola, razzi….), incontrollabili e non puniti (in quanto si svolgono all'esterno dello stadio).

D'altra parte recarsi al San Paolo e cercare di accedere “normalmente” all'impianto nel recente passato è stato qualcosa di non scontato sia per la squadra (accompagnata per tutto il tragitto cittadino da lanci di uova e pietre da insistenti cortei insultati), sia per i tifosi, tenuti a volte proditoriamente fuori dai cancelli anche a partita iniziata, due anni fa furono ammessi solo dieci minuti dopo l'inizio della gara e non fecero in tempo a vedere il vantaggio di Chiellini.

Prendiamo atto che alcune tifoserie non possono andare al San Paolo, ma mentre il divieto è, diciamo così, sempre bilaterale, nel caso della Juventus il divieto di trasferta sembra essere unilaterale, i tifosi azzurri infatti hanno sempre potuto seguire il Napoli a Torino. Fino ad ora.

Attendiamo la decisione per il ritorno, perché forse al CASMS potrà non bastare il precedente della devastazione di un settore dello Stadium per impedire la trasferta ai napoletani, ma con l'attuale decisione di vietarla agli juventini ha gettato un seme pericoloso per la gara di ritorno. Un seme che proprio per la ricordata devastazione (e lancio di sacchetti pieni di urine sui tifosi di casa) rischia di germogliare in un ambiente che da quella serata non perde occasione per ribadire “noi quelli allo J Stadium non ce li vogliamo!”.

Anche questo è uno spot per il nostro bel calcio.

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