Siamo all'evoluzione naturale dell'antijuventinismo. Ancora non si scende in campo e già ci si lamenta della conduzione arbitrale. E sinceramente non ci stupiamo.
Le ultime due partite della Juve contro il Verona erano state precedute dalle parole di Mandorlini, tecnico del Verona, che prima ancora della gara di Coppa Italia allo Stadium già recriminava per qualche errore:
«Con la Juve succede sempre qualcosa. Anche quando giocavo. L'anno dello scudetto dell'Inter mi annullarono un gol pazzesco. Non so ancora perché...». Il principe De Curtis chioserebbe con un
"alla faccia di Cartagine e di tutti i cartaginesi!" Altro che mettere le mani avanti, qui non siamo più alla semplice lamentela preventiva, ma alla
consumazione anticipata di sentimento popolare! Una persona mediamente colta e intellettualmente appena indipendente non avrebbe bisogno d'altro per capire dove sta la correttezza della dichiarazione di Mandorlini. Ma correttezza e autonomia intellettuale mal si conciliano con le caratteristiche del tifoso italiano, l'antijuventinismo a prescindere gaude di dichiarazioni come queste, tanto sciocche quanto esaltate al fine alimentare il fenomeno.
Un moto perpetuo contro la Juve che sarà difficile fermare. A meno che i tifosi italiani si rimpossessino del proprio "cogito ergo sum". Ma pare che sia più comodo adottare il pensiero preconfezionato da giornali, presidenti e tesserati vari.
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