Si fa un gran parlare di linee e prospettive, ma c'è un altro argomento che meriterebbe attenzione e in qualche modo si ricollega alle polemiche arbitrali (o para-arbitrali). Claudio Lotito infastidito per l'arbitraggio ricevuto in Lazio-Genoa ha dichiarato:
«Gli arbitri ce l'hanno con me, eppure da consigliere federale ho fatto tanto per la loro associazione. Da qualche tempo io e la Lazio siamo penalizzati, ora voglio il sorteggio integrale». Il tutto in coda alla ridicolaggine con la quale si è ricoperto il suo compare Adriano Galliani dopo Juventus-Milan.
In principio fu la Roma (Garcia), poi il Napoli (Benitez) ora Milan (Galliani) e Lazio (Lotito). L'unica consolazione è di non aver direttamente a che fare e competere con gli interessi sportivi di Lotito, altrimenti sarebbe una bella gatta da pelare. Ma basta e avanza anche così. Ora che il presidente della Lazio ha gettato quel sasso, contro chi credete che sarà utilizzato? Un altro solco per seminare nuove petesti antijuvntini è stato tracciato.
Il vero punto dolente di tutte le sommosse mediatiche di violini, campionati a parte, “ci può stare”, righe senza prospettiva e sorteggio arbitrale è l'assenza di un vero e serio contraltare intellettivo (non intellettuale). Se infatti ci tocca assistere a tifosi che pur di fronte all'evidenza ancora dissertano da par loro di prospettiva e sistema, se i giornalisti per un intimo moto da tifosi ridicolizzano sé stessi e insultano l'intelligenza di lettori e telespettatori, allora c'è da temere molto per le sorti sportive e mediatiche della Juventus. Calciopoli ci ha insegnato questo.
Dire che le righe sarebbero storte e che così le avrebbe disegnate in postproduzione la Juventus ricorda molto da vicino la storia delle palline ammaccate, calde, fredde o scolorite usate nei sorteggi arbitrali fino al 2005. Una delle tante pagliacciate che ci sono costate moltissimo.
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