La gramigna è meno tenace di Claudio Lotito, così come Tavecchio, Malagò e Delrio sono più sguscianti di una biscia nel districarsi nel caso Iodice-Lotito.
Malagò ha accompagnato Tavecchio al cospetto del sottosegretario Delrio per far dare rassicurazioni al Governo e
«per una valutazione sull'attuale situazione venutasi a creare negli ultimi giorni nel mondo del calcio». Nell'incontro
«Il presidente Tavecchio ha illustrato lo scenario e le sue valutazioni, comunicando che nel Consiglio Federale di fine mese saranno portati in discussione provvedimenti finalizzati a dare nuovo slancio al percorso di riforme già iniziato dalla Figc, assumendone la responsabilità in prima persona» (
Link).
Tavecchio quindi avoca a sé le riforme togliendo la delega a Lotito. Il quale Lotito ben lungi dal fare il passo indietro,
continuerà a sedere nel consiglio federale! Che senso ha? In pratica si è modificato la forma e non la sostanza. Qualcuno crede che con questa mossa il laziale sia neutralizzato? No, esattamente come prima sarà libero di imperversare in via Allegri,
sorveglierà e giostrerà in prima persona le riforme solo all'apparenza gestite da Tavecchio. Alla fine non è cambiato nulla, come sempre avviene in Italia. Come se in una squadra di calcio l'allenatore avendo un giocatore gravemente indisciplinato caratterialmente e tatticamente, invece di metterlo fuori rosa si limitasse a togliergli la fascia da capitano, continuando invece non solo a mandarlo in campo, ma anche a tenerselo nello spogliatoio.
Questo è sempre più il paese delle banane, e il riferimento non è solo al presidente federale. Da quello che non leggiamo infatti pare che Malagò e Delrio si siano dimenticati di chiedere a Tavecchio anche qualche lume sulla faccenda delle sessantamila copie dei libri scritti dallo stesso presidente federale comprati da LND e FIGC con soldi pubblici. Un paese delle banane appunto.
La nostra pagina facebook
La nostra pagina twitter
Commenta con noi sul nostro forum!
