La fondazione per la mutualità generale negli sport, introdotta con la legge Melandri (dlg 9/2008) gestisce il 4% del totale dei ricavi delle tv destinati, almeno nelle intenzioni, ad investimenti per i settori giovanili e la sicurezza negli stadi, ha elargito solo nell’ultima stagione 37,3 milioni. Il Consiglio è formato da 12 membri: 5 indicati dalla Lega A, 1 dalla Lega di B, 3 dalla FIGC, 1 da Fpi, Legabasket e Coni, saldamente in mano a Lotito e Infront (che eroga su richiesta anticipi di cassa ).
Un centro di potere vero e proprio finito sotto i riflettori dopo la telefonata resa pubblica dal DG dell’ischia Iodice con Lotito, in cui il patron della Lazio affermava:
”famo un’anticipazione di cassa sui progetti della Fondazione” e ci assicuriamo il consenso per mantenere la poltrona a qualche presidente che magari rischia di essere sfiduciato. Un potere da difendere a denti stretti e utile per raccogliere il
consenso politico degli elettori (i presidenti dei club) perché, al di là delle grandi squadre che possono contare sui contratti commerciali, per tutte le realtà più piccole, il ricorso alla mutualità diventa vitale. La fondazione sembra una sorta di cassa a cui le Leghe possono attingere in modo proporzionale.
In teoria la fondazione dovrebbe ricevere dei progetti che inizialmente dovevano essere inseriti in un sito dedicato: www.legaproject.it (non più aggiornato), per essere valutati prima di presentarli alla Fondazione che, dopo averli esaminati avrebbe dovuto premiare i più meritevoli. In pratica, grazie
all’assenza dei controlli, le valutazioni sono soltanto politiche, indipendentemente dai progetti, e i soldi vengono spartiti tra i club a secondo delle convenienze, come riporta Repubblica nell’edizione cartacea del 04.03.2015.(
Link)
La Lega Pro di Macalli, come scrive repubblica, avrebbe presentato sessanta progetti, uno per ogni società rappresentata, tutti dello stesso importo (633.333,3) per una semplice e banale spartizione che furbescamente potrebbe accontentare tutti i possibili elettori. Considerando le attuali difficoltà di Macalli, sembra proprio questa una delle tante leve con cui cerca di mantenere la poltrona. Anzi, visto che a salvare le apparenze ha rinunciato da tempo, il presidente della Lega Pro ha voluto alzare la voce contro i giocatori del Parma, magari per spostare le attenzioni dalla mancanza di controlli della Figc dell’amico Tavecchio, facendo leva sui lavoratori dell’Ilva:
"i calciatori dovrebbero vergognarsi … i giocatori di Serie A non partecipano al fondo di garanzia al quale aderiscono i loro colleghi di B e Lega Pro, se mettessero cinquemila euro a testa, si risolverebbe temporaneamente il problema, consentendo al Parma di giocare le partite". "Ritardiamo di mezzora le partite per gli operai dell'Ilva che guadagnano 1000 euro al mese invece di uscire da Collecchio con Ferrari lunghe ventidue metri". Parlando di vergogna, visto quello che va emergendo, sono i molti quelli che dovrebbero fare un mea culpa, Macalli in primis.
La procura di Napoli ha aperto un’inchiesta che nelle intenzioni vorrebbe far luce sui meccanismi che regolano l’elargizione di fondi della fondazione. Del pool dei magistrati che indagheranno sulla vicenda farà parte anche una vecchia conoscenza per chi ha seguito calciopoli: Stefano Capuano.
A ciò si aggiunge, come si legge su
Il Fatto Quotidiano, che Andrea Agnelli sarebbe pronto a lasciare la carica in fondazione dopo l’ennesimo scandalo.
Riempiono pagine e pagine di cronache sportive catturando le attenzioni dei tifosi su stupidi episodi di moviola per proteggersi dal marciume che potrebbe emergere se solo lo sportivo si sporgesse a guardare al di là del naso.
Questo insensato uso del potere è alla base della decadenza del calcio italiano cui nessuno ha mai pensato di mettere un freno.
Potere che ancora oggi mantiene le poltrone di Tavecchio, Lotito, Macalli, Beretta ...La nostra pagina facebook
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