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          GLI ARTICOLI DI GLMDJ
Attualità di P. CICCONOFRI del 08/03/2015 10:08:06
Agguati si, cori no!

 

Partiamo da una premessa: lo stadio San Paolo era in diffida Uefa e un ulteriore comportamento scorretto dei tifosi del ‘ciuccio’ avrebbe fatto scattare la squalifica. Proprio in occasione dell'ultima partita di Europa League con il Trabzonspor i tifosi del Napoli, come scrive la Gazzetta dello Sport, hanno fatto esplodere diversi petardi. Il rischio di squalifica era alto, soprattutto perché la Uefa non usa fare sconti, e la squadra partenopea, dopo aver superato facilmente il turno, rischiava di giocare le prossime partite di Europa League senza il sostegno dei suoi tifosi. D’altra parte se la città non riesce a garantire sicurezza per il tifo ospite è inevitabile subire delle conseguenze.

Anche perché i disordini non si sono fermano al lancio di petardi; all’esterno del San Paolo abbiamo assistito alla solita vergogna: a Fuorigrotta un tifoso turco è stato aggredito ed è rimasto ferito ad uno zigomo dopo essere stato aggredito con una cintura borchiata; un altro invece è stato colpito dalle schegge di vetro di un finestrino del pullman su cui viaggiava, mandato in frantumi da due uomini in scooter. Un gruppo di cinque tifosi, invece, è stato preso di mira da sei napoletani in vico San Pietro a Majella (più di cinque chilometri dallo stadio): due turchi di 27 e 41 anni hanno avuto la peggio, con una ferita suturata con due punti ed escoriazioni varie. L'Uefa, almeno per questa volta, non ha sanzionato il club, ma resta sotto osservazione.

In questo contesto, che ricalca quello che si verifica ad ogni appuntamento sentito dalla tifoseria napoletana, il Casms, per la prossima partita con l’Inter, aveva limitato la vendita dei biglietti solo ai possessori della tessera del tifoso e abbonati. Il Prefetto di Napoli però respinge le misure di sicurezza perché potrebbero causare problemi di ordine pubblico visto che sono stati già venduti diciassettemila biglietti. Dietrofront arrivato anche grazie all’irruento intervento di De Laurentiis che, non appena venuto a conoscenza della possibilità, è andato su tutte le furie facendo sentire la sua pressione al prefetto e al Ministro Alfano.
Una macchina della sicurezza che lavora alla perfezione: prima si vendono i biglietti, successivamente arrivano le indicazioni del Casms e dopo ancora si finisce per subire il peso delle pressioni esterne per la decisione finale. E che Dio ce la mandi buona…

Sembra essere molto più sensibile l’ambiente napoletano sul fronte “cori di discriminazione territoriale”. La Lazio è stata multata per 20.000,00 euro per i cori intonati durante la partita di Coppa Italia. Episodio che aveva enfatizzato lo stesso Benitez arrivando ad affermare:”Bisognerebbe chiudere lo stadio”.
Dal perfetto manuale di “educazione allo sport”, da Napoli fanno sapere che sarebbe opportuno chiudere lo stadio se si ascoltano cori di discriminazione territoriale, ma è uno scempio immaginare una chiusura controllata delle curve del San Paolo dopo gli agguati che puntualmente i tifosi ospiti ricevono nei pressi dello Stadio. Semplice no?

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