Appuntamento al 18 marzo per il consiglio federale quando verranno discusse le nuove procedure per l’iscrizione al campionato e la questione della riforma dei campionati (serie A a 18 squadre?).
La situazione è più grave di quello che potrebbe sembrare e su
Tuttosport del 12.03.2015, troviamo scritto: “
nessuna delle squadre di serie A che partecipano all’attuale campionato rispettano i tre parametri che compongono le prescrizioni economico-finanziarie per ottenere la “Licenza Nazionale” . Cagliari, Fiorentina, Palermo, Sassuolo, Udinese e Verona rispettano due dei tre parametri; Juventus, Lazio, Parma e Torino rispettano 1 parametro; Atalanta, Cesena, Chievo, Genoa, Inter, Milan, Roma e Sampdoria, nessuno. I dati fanno riferimento ai bilanci del 2013. Da un’analisi tra ricavi e debiti, solo l’Udinese è sopra la soglia minima necessaria per essere in regola.
L’obiettivo della Federazione sembra essere quello di adattare al calcio italiano le norme del fair play finanziario in tre anni.
I numeri sono chiari e la situazione sembra monitorabile, quindi è altrettanto trasparente il perché siamo arrivati, senza misure correttive, allo stallo attuale. Stride in questa situazione come, alcune grandi società, nonostante le criticità (Roma e Inter sono in attesa di conoscere la decisione della Uefa per il fair play finanziario) possano continuare a fare mercato, progettare nuovi stadi, il tutto senza avere nemmeno un avvertimento da chi è preposto ai controlli. Se non sono in regola, come possono continuare a spendere? Ricordiamo che il Parma, dopo non aver ottenuto la licenza Uefa per iscriversi all’Europa League, ha potuto, nella situazione fallimentare che oggi è emersa, fare tranquillamente mercato nell’ultima sessione di gennaio.
Se allarghiamo lo sguardo agli arbitri, in attesa di uno sponsor, la situazione non è migliore: hanno ridotto da 3 a 2 le giornate di allenamento e i relativi incontri stagionali, ma Nicchi sta tentando di tenere insieme la nuova tecnologia (“occhi di falco”) con gli arbitri di porta, magari allargando la loro competenza anche per situazioni controverse in area.
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