Ultima dichiarazione del presidente federale sul caso Parma: «
L'importante è garantire la regolarità del campionato fino alla fine». Gira e rigira siamo sempre lì: la mistificazione della cricca Infront (preoccupata di non indispettire le televisioni, vedi lettera di Sky del 5 marzo), che vuole far passare l'integrità del calendario come regolarità del torneo.
Regolarità significa rispetto delle regole, altro non è dato. Punto. E giusto per renderlo evidente anche a Tavecchio, le regole del gioco dicono che: «
3. Qualora una società si ritiri dal Campionato o ne venga esclusa per qualsiasi ragione durante il girone di andata, tutte le gare in precedenza disputate non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare della società rinunciataria od esclusa.
4. Qualora una società si ritiri dal Campionato o da altra manifestazione ufficiale o ne venga esclusa per qualsiasi ragione durante il girone di ritorno tutte le gare ancora da disputare saranno considerate perdute con il punteggio di 0-3, ovvero 0-6 per le gare di calcio a cinque, in favore dell’altra società con la quale avrebbe dovuto disputare la gara fissata in calendario» (
art. 53 NOIF).
Ulteriori norme di rinvii per situazioni psicologiche (Parma-Udinese) o per fantomatici calciatori martoriati (Samp-Parma) non esistono. Così come da regolamento non esistono piani salva-Parma con i cinque milioni messi a dispsizione dalla Lega di A. Nemmeno sarebbe contrattualmente regolare la richiesta di decurtazione degli stipendi dei calciatori (ai quali certamente è stato fatto presente chi è il padrone del vapore, che è meglio non contrariare se vogliono continuare a giocare in serie A...), ma di questi ultimi francamente ce ne infischiamo. Anche perché insieme all'allenatore potevano rendere da subito evidente il mancato pagamento degli stipendi, invece hanno preferito fare diversamente: hanno calcolato che scoperchiare la pentola all'inizio li avrebbe esclusi dai giochi e non avrebbero più avuto voce in capitolo come invece hanno potuto fare a campionato in corso decidendo quando fermare l'attività sportiva e quella che Tavecchio e soci definiscono "
regolarità del campionato".
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